• Articolo , 18 dicembre 2008
  • Ambiente: Eolico Puglia; Losappio,risolveremo problemi legge

  • ”Stiamo trovando una soluzione per risolvere il problema dei privati che in passato hanno presentato progetti per impianti eolici in zone nelle quali ora e’ vietato, perche’ vengono considerate ‘parti sensibili del territorio da un punto di vista paesaggistico ed urbanistico’, al pari delle aree protette, in seguito a una clausola inserita nella legge quadro […]

”Stiamo trovando una soluzione per risolvere il problema dei privati che in passato hanno presentato progetti per impianti eolici in zone nelle quali ora e’ vietato, perche’ vengono considerate ‘parti sensibili del territorio da un punto di vista paesaggistico ed urbanistico’, al pari delle aree protette, in seguito a una clausola inserita nella legge quadro ’31’, dell’ottobre del 2008, e per la quale si solleva il dubbio di incostituzionalita”’. Lo ha spiegato l’assessore all’Ambiente della Regione Puglia, Michele Losappio, nel corso di un incontro con i giornalisti. ”La legge ’31’ – ha sottolineato – nasce per porre riparo a una legge regionale precedente che prevedeva procedure troppo semplificate” in relazione alle concessioni per fare in Puglia impianti per la produzione di energie rinnovabili. Adesso, ad esempio, per realizzare un impianto a biomasse, fino a 10 megawatt, si fa la Via (valutazione impatto ambientale); mentre in precedenza il limite era fino a 15 megawatt. ”Quindi – ha precisato l’assessore – la legge e’ diventata un po’ piu’ restrittiva: adesso se una societa’ vuole mettere in piedi un impianto a biomasse, solide o liquide di 10 mw, deve fare un bello studio di impatto ambientale, ce lo deve portare in assessorato e aspettare l’esito delle verifiche”. Per quanto riguarda l’eolico, Losappio ha spiegato che ”faceva testo il regolamento dell’ottobre 2006 nel quale era scritto che nei parchi non si potevano fare gli impianti, le societa’ lo sapevano e hanno presentato progetti che escludevano i parchi, tranne qualcuno, rarissimo, soprattutto in zona Murgia, ma gli altri si sono comportati di conseguenza”. E questi imprenditori, oggi che la legge ’31’ del 2008 sulle rinnovabili conferma che gli impianti non si possono fare nelle aree protette, non hanno nessun problema. ”Diverso e’ il discorso – ha concluso Losappio – per quanti hanno presentato il progetto all’epoca, senza poterlo sapere, in zone che oggi sono escluse per motivi paesaggistici e urbanistici”.