• Articolo , 28 gennaio 2008
  • Ambiente: i manager bocciano l’Italia perchè la meno attenta

  • L’ultima edizione dell’Ups, rivela quella che è la classifica delle nazioni “verdi” secondo i dirigenti d’azienda di sette paesi europei. Germania e Svezia sul podio, all’Italia invece l’ultimo posto

Dipenderà forse dallo “scandalo rifiuti” che in questi giorni ha investito il Bel Paese, ma per i 1.451 top manager intervistati dall’Usp, l’Italia è il paese meno attento all’ambiente dell’intera Europa, rispetto anche alla Grecia e alla Russia. Ed ovviamente ad anni luce di distanza da Germania e Svezia, che a pari merito si sono guadagnate il primo posto in cima alla classifica delle nazioni europee più verdi, con ognuna il 23% del totale dei voti. Ciò che emerge dalla diciassettesima edizione dell’Ups European Business Monitor, non è certamente un quadro edificante per la nostra nazione: un terzo degli stessi dirigenti italiani indica l’Italia come la nazione europea meno sensibile alle problematiche ambientali, con il 14% dei voti totali. Tuttavia lo studio dimostra un certo ottimismo riguardo la possibilità che la terra si salvi: ad esclusione dei tedeschi (dove l’86% dei manager ritiene che sia troppo tardi per evitare che il riscaldamento globale provochi cambiamenti irreversibili), oltre la metà degli intervistati in tutti gli altri Paesi ritengono che si possa ancora fare qualcosa di incisivo (da una punta massima del 76% nei Paesi Bassi al 57% degli intervistati nel Regno Unito). Un altro dato interessante riguarda la fiducia nell’Unione Europea sempre in materia di tutela ambientale: il 43% degli intervistati ritiene che l’Ue dovrebbe essere l’autorità predisposta a definire standard ambientali obbligatori per l’industria, registrando alti livelli di consenso soprattutto nei Paesi Bassi, in Belgio e Spagna (rispettivamente 68%, 65% e 55%). In forte controtendenza rispetto agli altri dirigenti in Europa, i top manager nel Regno Unito che tendono a preferire invece i governi nazionali (43%).