• Articolo , 4 luglio 2011
  • Ambiente: la biomimesi viene in aiuto ai marinai

  • Per combattere le bio-incrostazioni degli scafi navali un gruppo di ricercatori cerca di imitare le proprietà superficiali e chimiche di un particolare seme di palma

(Rinnovabili.it) – Con il termine _biofouling_ o semplicemente _fouling_ si indica di norma l’insieme degli organismi che si insediano sulle strutture dei natanti, una “sporcizia” che modifica le loro caratteristiche tecnologiche e che, a lungo andare, è in grado di aumentare la resistenza all’acqua delle imbarcazioni; a sua volta ciò si traduce in un aumento dei consumi di carburante e quindi dei costi e dell’inquinamento. Le principali tecnologie di protezione dall’azione di questi agenti biotici impiegano ancora composti tossici per l’ambiente marino, non risolvendo il problema inquinamento in modo definitivo.
Prendendo spunto da alcuni *semi galleggianti*, un gruppo di scienziati del Biomimetic-Innovation-Centre (BIC) in Germania ha sviluppato una nuova e promettente *superficie antivegetativa priva di tossine*. Il sistema in questione si è basa sulla peculiarità dimostrata da un seme di una specie di palma, che viene disperso dalle correnti oceaniche, di rimanere privo di incrostazioni.

I ricercatori hanno *testato i semi di 50 specie* facendoli galleggiare nel Mare del Nord per 12 settimane. Al termine del periodo 12 specie hanno mostrato una perfetta resistenza al _fouling._ “Abbiamo quindi iniziato ad esaminare la micro-struttura superficiale dei semi per cercare di capire se si poteva tradurre in una superficie artificiale”, spiega Katrin Mühlenbruch, una ricercatrice presso il BIC. La struttura rilevatasi migliore possiede delle microscopiche fibre che si muovono costantemente, impedendo agli organismi marini di trovare un posto dove stabilirsi.
Per creare una superficie artificiale simile a quello dei semi, i ricercatori hanno usato *una base di silicone rivestita da fibre* e i risultati dei primi test effettuati su dei galleggianti sono risultati soddisfacenti. Il team proseguirà ora con l’analisi delle proprietà chimiche. “Il nostro obiettivo è quello di fornire un nuovo rivestimento per gli scafi delle navi privo di tossine e bio-ispirato”, afferma Mühlenbruch. “Ciò per prevenire i danni ambientali, consentendo alle navi di operare efficientemente”.