• Articolo , 20 maggio 2008
  • Ambiente: la ricerca lancia “l’allarme azoto”

  • Le eccessive emissioni di azoto rilasciate dalla produzione di alimenti ed energia, contribuiscono all’effetto serra, allo smog, alle piogge acide e all’esaurimento dell’ozono della stratosfera

Non è solo della produzione di CO2 che dobbiamo preoccuparci. A contribuire all’effetto serra è anche l’azoto che si sta accumulando nel terreno, nelle acque e nell’atmosfera. Questo il dato riportato in due studi pubblicati da un gruppo internazionale di scienziati per mettere in guardia riguardo agli effetti sull’ecosistema globale delle eccessive emissioni di azoto durante la produzione di alimenti ed energia. “La gente non sa ancora molto sull’azoto, ma per molti versi esso rappresenta un problema grande quanto quello legato al carbonio, e a causa delle sue interazioni con il carbonio, produrre cibo ed energia per la popolazione mondiale senza danneggiare l’ambiente globale diventa una sfida enorme” ha detto il dott. James Galloway dell’Università della Virginia (Stati Uniti), che ha partecipato a entrambi gli studi. “Noi stiamo accumulando azoto reattivo nell’ambiente a ritmi preoccupanti e questo potrebbe rivelarsi un problema serio quanto quello di immettere biossido di carbonio nell’atmosfera”. Nella sua forma inerte è innocuo ed estremamente abbondante, dal momento che costituisce il 78% dell’atmosfera terrestre. Le enormi quantità di azoto e di composti azotati rilasciate durante la produzione di massa di fertilizzanti, e la combustione di carburanti fossili, sono invece altamente reattive, con la capacità di creare una serie di eventi a cascata, sconvolgendo l’equilibrio naturale degli ecosistemi. “Il ciclo naturale dell’azoto è stato gravemente influenzato dall’attività umana nell’ultimo secolo, forse anche più del ciclo del carbonio, e si prevede che gli effetti dannosi continuino a crescere,” ha commentato il prof. Peter Liss dell’Università dell’East Anglia (Regno Unito) che ha contribuito a uno degli studi, sottolineando che le uniche soluzioni sono ridurre l’uso di fertilizzanti azotati e l’inquinamento prodotto dalle automobili. “Importantissimo è che i responsabili delle politiche agiscano ora per fermare questo processo”.