• Articolo , 26 ottobre 2009
  • ‘Ambiogas’, concimi e biogas da un eco-prototipo

  • Una camera di compostaggio anaerobico in cemento armato per la trasformazione degli scarti umidiin biogas e concime totalmente naturale, in soli 40 giorni

(Rinnovabili.it) – Ambientalia, esperta nel settore dello smaltimento dei rifiuti con sede a Toscanella di Dozza, ha partecipando e vinto il bando lanciato dall’Associazione Innovami che intende sostenere il brevetto internazionale di un “digestore anaerobico a secco”.
Grazie al contributo verrà coperta economicamente la metà delle spese necessarie alla realizzazione del progetto presentato a breve alla fiera Ecomondo.
Il primo prototipo industriale di digestore anaerobico di rifiuti ‘AmBiogas’ è attualmente installato all’Istituto Agrario di San Michele all’Adige, in Trentino: “Nel nostro campo bisogna rispettare alla lettera le leggi, essere assolutamente sicuri che qualcosa funziona come ci si aspetta che funzioni”, osserva Bressan, che ha anche brevettato un software per il monitoraggio in tempo reale delle performance dell’impianto, utile, ad esempio, per essere messo a disposizione degli enti di controllo. “Perché se qualcosa non va ti fanno chiudere da un giorno all’altro, e si rischia di avere denunce penali”.
“È da quando siamo nati, dieci anni fa – spiega il presidente di Ambientalia Loris Bressan – che proponiamo sul mercato prodotti nuovi, dando la massima priorità alla brevettazione, che di solito precede la stessa fase di test sul campo” destinate alla trasformazione piuttosto che all’accumulo dei rifiuti.
L’impianto si presenta come un grande parallelepipedo in cemento armato che, durante la formazione del compost, si riempie di biogas. Da una tonnellata di rifiuti si ottengono da 150 a 180 normal metri cubi di biogas, a sua volta composto per il 50-60% da metano.
Il processo dura circa 40 giorni, alla fine dei quali viene invertito per creare concime senza bisogno di aprire la camera né di spostare il compost.
“Da dieci anni – rileva Bressan – spendiamo il 30% del nostro fatturato in ricerca. Si tratta di costi enormi, per questo riteniamo importante che ci sia un sostegno da questo punto di vista”.