• Articolo , 14 gennaio 2011
  • Amici della Terra: moratoria autorizzazioni per impianti fotovoltaici a terra

  • Spazio ‘all’altra voce’, quella delle Associazioni che si oppongono alla realizzazione delle torri eoliche e del fotovoltaico sui terreni agricoli

(Rinnovabili.it) – Va avanti il fronte del no ai grandi impianti fotovoltaici ed eolici realizzati a terra. Ad esprimere le ragioni di questa opposizione è Rosa Filippini, presidente di Amici della Terra Italia in occasione della presentazione alla stampa e all’opinione pubblica delle proposte elaborate per rafforzare gli aspetti positivi delle recenti norme emanate dal Governo per disciplinare la materia delle eco-energie. “Il Governo – ha affermato Filippini – ha predisposto un testo di riforma e di riordino dell’intera partita degli incentivi, definendo nuovi sistemi distinti per fonte e fra impianti di piccola taglia e grandi impianti industriali”.
“Lo schema di decreto è complesso anche a causa delle procedure transitorie per il passaggio dall’attuale al nuovo sistema. La congruità delle nuove incentivazioni dipenderà soprattutto dai decreti attuativi e dal modo in cui verranno amministrati. Molti aspetti dello schema sono assai critici come la deregulation in materia di impianti a terra inferiori a 1 MW, altri sono di dubbia interpretazione. Ma una cosa è certa: con la riforma, il Governo e il Parlamento hanno deciso di affrontare le distorsioni speculative messe in evidenza in questi ultimi anni dalla nostra rete di ambientalisti attenti alla salvaguardia del territorio e del paesaggio, dai commentatori e dai giornalisti, dalla Magistratura”.
E per accelerare la tempistica l’associazione chiede una moratoria di tutte le autorizzazioni per i nuovi impianti a terra “fino a quando la riforma non sarà pienamente operativa”.
“Qualsiasi timore di non riuscire a raggiungere gli obiettivi europei a causa del blocco degli investimenti che una moratoria provocherebbe – continua Filippini – è infondato. E’ vero il contrario. L’attuale concentrazione degli incentivi sulle sole rinnovabili elettriche sta dando risultati marginali e deludenti e impedisce al nostro paese di imboccare con decisione la strada più innovativa, efficace e consona alle proprie caratteristiche: quella delle rinnovabili termiche, di quelle elettriche correttamente integrate negli edifici, delle tecnologie di efficienza energetica, degli interventi di riqualificazione del patrimonio immobiliare”.