• Articolo , 9 marzo 2009
  • Ampliamento Tirreno Power: la Regione dice no

  • E’ un secco “no” quello che il consiglio regionale della Liguria ha pronunciato oggi, in merito al potenziamento della centrale termoelettrica della Tirreno Power di Vado Ligure. Un ordine del giorno, approvato con i soli voti della maggioranza (contrari gli esponenti della minoranza di centrodestra), impegna la giunta a tenere conto del parere della commissione […]

E’ un secco “no” quello che il consiglio regionale della Liguria ha pronunciato oggi, in merito al potenziamento della centrale termoelettrica della Tirreno Power di Vado Ligure. Un ordine del giorno, approvato con i soli voti della maggioranza (contrari gli esponenti della minoranza di centrodestra), impegna la giunta a tenere conto del parere della commissione di Valutazione di impatto ambeintale (Via) regionale, che aveva bocciato l’aumento di produzione di energia nell’impianto, in contrapposizione a quanto deciso a livello nazionale.
“La Liguria – ha spiegato l’assessore all’ambiente Franco Zunino – è tra le poche regioni, con il Lazio, a esportare energia. Qui c’é l’unico gassificatore italiano. Non siamo una Regione che dice sempre ‘no’ ma puntiamo invece sulle fonti rinnovabili”. “E’ invece incredibile – ha proseguito – che la commissione nazionale abbia agito senza tenere conto del parere negativo della Via regionale e degli enti locali, una cosa che non accadeva da dieci anni, altro che federalismo”.
Dal Pdl, invece, piovono critiche sulle conseguenze della decisione odierna: “E’ stato un errore non ampliare la centrale dopo il parere positivo della Via. perché la società si impegna a ridurre le emissioni”. I consiglieri della minoranza Morgillo, Oliva e Abbundo ritengono l’ordine del giorno “strumentale e demagogico perché non affronta tecnicamente il problema ma attacca strumentalmente il Governo”.
Gli esponente del Popolo della Libertà hanno chiesto una discussione in commissione “per un confronto utile per capire, anche attraverso l’audizione dei vertici dell’azienda, quali misure di sicurezza e quali investimenti sarebbero stati messi in atto per migliorare il controllo delle emissioni e garantire la tutela alla salute dei cittadini che abitano nella zona”.
Compatto il centrosinistra nel sostenere il voto contro l’ampliamento della centrale a carbone. “Non potete dire a Vado che è il comune che dice sempre ‘no’ – ha affermato Antonino Miceli, del Pd – perché proprio lì sono concentrate tante attività produttive, c’é l’unica discarica della provincia, c’é la centrale a carbone e si prepara l’ampliamento del porto. E’ singolare, inoltre – ha proseguito l’esponente democratico – che il Pdl locale non abbia voluto prendere una posizione al riguardo”.
“Il centrodestra in Regione vota per ampliare la centrale – ha poi attaccato Michele Boffa, capogruppo del Partito Democratico – ma quale posizione prenda a Vado e in provincia di Savona ancora non è chiaro”. E rispondendo alle accuse di non voler tenere conto delle valutazioni di un organismo tecnico nazionale, la commissione Via, Boffa ha aggiunto: “La nostra non è una linea di contrapposizione al Ministero o alla commissione nazionale, ma di aperto dissenso rispetto all’ulteriore ricorso alle fonti energetiche non rinnovabili, come il carbone, in una zona che già subisce rilevanti impatti ambientali”.
Duri anche i Verdi, secondo i quali “la Liguria deve ridurre l’uso del carbone, non aumentarlo, e puntare, come sta facendo, sulle fonti di energia rinnovabili. Tirreno Power dovrebbe inoltre ridurre le emissioni degli impianti esistenti invece di chiedere ampliamenti”.