• Articolo , 11 luglio 2008
  • Anaconda: nelle sue spire l’energia delle onde

  • Lungo e sottile come un serpente di mare: nasce nel Regno Unito un nuovo dispositivo per sfruttare il moto ondoso che promette produzione di energia elettrica dal mare a prezzi accessibili

L’idea di realizzare serpentoni marini per produrre energia dal moto ondoso era già stata sfruttata dalla società scozzese Ocean Power Delivery con il lancio dei “Pelamis P-750”:http://www.rinnovabili.it/portogallo-2000-famiglie-avranno-energia-elettrica-dal-moto-ondoso. Ora il concept ritorna con nuova forma e con nome davvero suggestivo: Anaconda. Il progetto è stato sviluppato da John Chaplin e Grant Heran, due ricercatori dell’Univerity of Southampton con il finanziamento dall’Engineering and Physical Sciences Research Council (EPSRC) e nonostante sia ancora in fase di sperimentazione, i primi test di laboratorio hanno assicurato risultati promettenti, soprattutto in termini di costi e manutenzione. Punto di forza di Anaconda è il design estremamente semplice: un cilindro di gomma lungo 200 metri e 7 di diametro, chiuso su entrambe le estremità e riempito al suo interno di acqua. E’ stato progettato per essere ancorato a profondità fra i 40 e i 100 m, parallelamente all’arrivo delle onde. A generare energia è la differenza tra la velocità dell’acqua interna al tubo e quella esterna prodotta dal moto ondoso: le onde generano un’oscillazione della membrana in gomma che percorre la struttura in tutta la sua lunghezza fino ad arrivare ad una turbina posta all’estremità. Secondo i calcoli, con un buon bilanciamento tra lunghezza del tubo ed elasticità della membrana si può raggiungere la potenza teorica è di 1 MW, contro gli 0.75 MW dei suoi “predecessori”, pari al consumo medio di energia elettrica di 2000 abitazioni. Al momento i ricercatori stanno utilizzando tubi di mezzo metro di diametro per testare le capacità dell’apparecchio in caso di onde normali o mare particolarmente agitato, misurando la pressione interna al tubo, i cambiamenti nella forma e la forza necessaria per l’ancoraggio. Lo studio del comportamento idrodinamico di Anaconda servirà a sviluppare un modello matematico per una produzione su larga scala di tubi di dimensioni maggiori. A richiamare l’attenzione è anche l’economicità del concept. Realizzato in gomma, Anaconda è molto leggero rispetto ad altre sistemi che sfruttano l’energia marina costituiti principalmente in metallo e non utilizza arieti idraulici, cerniere e articolazioni, riducendo in tal modo sia il costo iniziale e che quello di manutenzione.