• Articolo , 14 settembre 2007
  • Anche l’arredo urbano diventa rinnovabile

  • Pensiline solari, LED fotovoltaici, mini-eolico luminescente: arredo urbano alternativo e installazioni dal design curioso e futurista per incentivare l’uso delle rinnovabili in città

Si avverte ormai da qualche anno che l’utilizzo delle fonti rinnovabili di energia sta prendendo il sopravvento, in ambito urbano, soprattutto perché debitamente incentivate e sperimentate, non solo nella mobilità sostenibile, come i biocarburanti, ma soprattutto nel settore dell’edilizia, grazie anche ad architetti e designer di fama mondiale, che riescono ad utilizzarle nel modo più nobile, ovvero ad integrarle negli edifici, riuscendo a esporne il lato migliore. Nelle maggiori città europee e mondiali infatti, si assiste ad un crescendo di applicazioni soprattutto del fotovoltaico e dell’eolico, che meglio si prestano a valorizzare i caratteri dell’edilizia urbana, con tetti fotovoltaici, mini-rotori eolici, installazioni ibride. Ma le nostre città ci riservano ancora delle potenzialità, che riguardano la sfera dell’arredo urbano, del recupero di spazi verdi e di aggregazione, di valorizzazione di aree cadute in disuso con installazioni artistiche temporanee o permanenti che coinvolgano l’utilizzo delle energie alternative e che contribuiscano in questo modo alla divulgazione di un modo di pensare e di agire “environmentally correct”. Esiste già un’ampia gamma di applicazioni dei moduli fotovoltaici e dei mini rotori eolici che sono, o che potrebbero essere utilizzati, in ambiente urbano per generare energia di cui usufruire direttamente sul posto, in modalità stand-alone. Questi contribuiscono, spesso con idee creative di designer da ogni parte del mondo, a migliorare l’aspetto dei luoghi pubblici delle nostre città. A questo proposito però l’intenzione è dare risalto a quelle iniziative che, a livello mondiale, hanno centrato l’obiettivo di fare delle energie rinnovabili un mezzo di comunicazione urbana, oltre ad assolvere funzioni di varia natura legate soprattutto all’illuminazione pubblica di intere vie e piazze. L’applicazione del fotovoltaico vede in prima fila l’utilizzo di pensiline per l’attesa dei mezzi pubblici come supporto a moduli di ogni tipo. Un esempio per tutti lo troviamo a Parma, dove le celle di silicio sono chiuse nello strato di doppio vetro delle pensiline del bike sharing. Ma l’applicazione principe del fotovoltaico è senza dubbio per l’illuminazione pubblica, e qui c’è da sbizzarrirsi, tra idee vecchie e nuove, dalla forma classica, come quello dei soliti lampioni d’autostrada con applicato un modulo orientato, al design innovativo, che si spinge oltre l’integrazione e accetta la sfida dell’istallazione artistica semi-permanente. È infatti di questa tipologia l’installazione sperimentale alternativa allo sfruttamento dell’energia della radiazione solare, che prevedente un gruppo di punti luminosi conficcati nel terreno come fossero fiaccole. Si tratta di una installazione pubblica a LED, inserita in un’isola pedonale non utilizzata presso la contea di Arlington, in Virginia. In questa installazione sbalorditiva, circa 500 LED alimentati dal solare, ciascuno avvolto da una bottiglia di plastica riciclata, illuminano la zona come canne di palude luminescenti. Questo tocco d’arte si chiama CO2LED, ed è stato progettato per una iniziativa ambientale della FreshAIRE, associazione della contea di Arlington, per ridurre le emissioni inquinanti, promuovere la sostenibilità delle azioni umane, sensibilizzare al riciclaggio dei rifiuti, utilizzare fonti alternative e rinnovabili di energia. Dal lato dell’eolico invece ancora non si vedono molte applicazioni sistematiche nel nostro Paese, ma le idee non mancano e ogni giorno vengono presentate soluzioni diverse per l’utilizzo dell’energia eolica in ambiente urbano, ovviamente sul piano del mini e micro-eolico. È di questo tipo il progetto della compagnia olandese Demakersvan per una lampada esterna che prende l’ispirazione dai mulini a vento e li trasforma in perfetti generatori di energia. Con qualsiasi condizione di vento, a partire dalla lieve brezza, viene prodotta energia sufficiente per il funzionamento della lampada. È un punto luce autosufficiente, che caratterizza il paesaggio con il suo particolare design. Simile nelle intenzioni, ma con l’ambizione dell’installazione artistica, è invece il progetto di arredo urbano di Jason Bruges, designer londinese, chiamato “wind to light”. Si tratta di 500 micro-turbine eoliche che generano energia per illuminare le centinaia di LED inseriti nel dispositivo di ogni turbina. In questo modo ogni turbina diventa una “lucciola”, un punto luce a sé stante, reinterpretando visivamente il vento, fonte di energia invisibile per natura. Un ultimo oggetto che sembra rispondere in modo concreto ma divertente alle esigenze di illuminazione, sia pubblica che privata, e che sfrutta in modo diretto l’energia del vento, è il Firewinder. Questo dispositivo, brevettato nel Regno Unito, dalla forma elicoidale simile ad un elemento di decorazione a girandola ad asse verticale, genera un effetto visivo notturno molto suggestivo di “spirali di luce”, in cui l’intensità luminosa è direttamente proporzionale all’intensità del vento: quando il vento è debole e a bassa velocità si genera una luce fioca, quando invece il vento è forte e ha alte velocità l’effetto di trasformazione dell’energia eolica in energia elettrica è massimo e genera una luce bianca ad alta intensità. Anche l’innovativa azienda londinese come la XCO2 ha da poco lanciato sul mercato una turbina di mini-eolico da città, la “quiterevolution”, una turbina dal design lineare, con rotore ad asse verticale, alta 5 metri al massimo, che nella sua ultima versione prevede l’inserimento di LED luminosi sulle pale, riuscendo così a produrre energia (10 mila kwh all’anno). Le turbine garantiscono il 10% del fabbisogno energetico di un edificio di 1200mq ed illuminano lo spazio urbano in modo intelligente, che si tratti del parcheggio di un centro commerciale o di una via del centro storico. Ma le iniziative per l’utilizzo delle energie rinnovabili non si fermano all’applicazione di tecnologie esclusive per l’una o per l’altra fonte naturale, anzi, negli ultimi mesi sono sempre di più i progetti di elementi di arredo urbano che prevedono l’accoppiamento di fotovoltaico ed eolico nello stesso dispositivo, per compensare eventuali carenze di una delle due fonti di energia ed aumentare le prestazioni e l’efficienza di funzionamento delle apparecchiature e dei corpi luminosi. Si tratta principalmente di illuminazione stradale, i classici lampioni, corredati di modulo fotovoltaico e di mini o micro-turbina eolica. Gli esempi più belli e significativi di questo modello di tecnologia ibrida sono due. Il primo, più semplice ed economico ma di sicuro effetto e di facile applicazione, è il lampione della SOWIND, azienda che opera nel settore dell’ingegnerizzazione di prodotti ad energia alternativa. Il modello Jonathan, per esempio, è un sistema di illuminazione autonomo ed economico, che accumula l’energia prodotta dai pannelli fotovoltaici e dal generatore eolico, che continua a produrre energia in presenza di vento anche di notte, sostituendo quindi il ruolo dei moduli fotovoltaici che non potrebbero ovviamente produrre energia. Il lampione eolico solare Jonathan è utilizzato soprattutto per strade isolate, parcheggi e aree di sosta. Il secondo esempio, ancora più performante e dal design accattivante e futurista è il sistema RHS, ovvero Remote Hybrid System, prodotto dalla Hybridyne Power Systems Canada Inc. Questo super-lampione per l’illuminazione pubblica, utilizzato anche per illuminare le strade dell’Atene delle Olimpiadi, è un sistema stand-alone che non necessita il collegamento alla rete elettrica e viene alimentato dall’energia della radiazione solare e dal vento, in modo tale da essere funzionante e sicuro anche in situazioni di blackout. La lampada, che è posizionata nel punto più basso del dispositivo, è sovrastata dalla turbina di mini-eolico ad asse verticale dalla forma a spirale molto stretta, a sua volta chiusa dal modulo fotovoltaico. Integrato nel lampione c’è addirittura un sistema di controllo wireless con webcam di sicurezza. Recentemente, il sistema RHS è stato integrato con un corpo illuminante a LED (diodo luminescente), che aumenta la nitidezza della luce emessa e allunga la vita della lampada, rendendo necessari meno interventi di manutenzione. La forma architettonica è estremamente attraente e il design è robusto ma aggraziato. Questi esempi di applicazione delle energie alternative negli elementi di arredo urbano e nella valorizzazione dei luoghi pubblici aperti, dimostrano che le fonti rinnovabili forniscono una valida alternativa all’uso delle fonti fossili, e contribuiscono nel modo migliore alla diminuzione dell’impatto dell’uomo sull’ambiente e alla divulgazione di uno stile di vita più sostenibile.