• Articolo , 1 ottobre 2010
  • Anche le emissioni delle due ruote nel mirino della UE

  • La Commissione Europea presenta una nuova proposta per migliorare e semplificare radicalmente la legislazione attuale sui motocicli. Da 15 direttive si passerebbe a soli 5 regolamenti.

(Rinnovabili.it) – Automobili, mezzi pesanti, veicoli commerciali leggeri e ora anche motocicli. La strategia della Commissione Europea sulla mobilità continua ad acquisire importanti capitoli, ultimo quello di ampliare anche alle due-tre ruote gli ambiziosi limiti di emissione sostenuti da Bruxelles sui veicoli. La proposta annunciata oggi dell’esecutivo vuole affrontare in profondità due tematiche fondamentali per questo mezzo di trasporto: inquinamento e sicurezza. E per farlo si parte da un obiettivo comune, ossia semplificare, migliorando, la normativa esistente che perderà ben 10 delle sue direttive dalle attuali 15.
Il progetto presentato interessa nel dettaglio tutti i veicoli appartenenti alla categoria L (ciclomotori, motocicli con e senza sidecar, tricicli, “quads” e micro vetture) per i quali si vorrebbero introdurre, oltre a limiti emissivi da disporre in tre fasi, anche nuovi requisiti funzionali di sicurezza, come il montaggio di un dispositivo automatico d’accensione dei proiettori per aumentare la visibilità dei motociclisti e dei loro veicoli. E per i produttori delle due ruote di medie e alte prestazioni si tratterebbe di assecondare anche l’obbligo dell’istallazione di sistemi frenanti antibloccaggio.
La proposta riporta per il prossimo decennio fasi Euro 3, Euro 4 ed Euro 5 (nonché limiti Euro 6 per motocicli) da completare rispettivamente entro il 2014, il 2017 e il 2020. Al tempo stesso la Commissione introduce requisiti più rigorosi di sorveglianza del mercato, con l’obiettivo di rendere più semplice la prevenzione di prodotti illegali che possano causare rischi significativi per la sicurezza e l’ambiente e garantire una leale concorrenza fra i fabbricanti. Non mancherà ovviamente un adeguamento alle nuove tecnologie, ampliando il quadro legislativo anche ai veicoli ibridi o unicamente elettrici, dotati di accumulatori ricaricabili in rete.