• Articolo , 28 novembre 2008
  • Angeletti (Uil): credito d’imposta per le rinnovabili

  • Incentivare il ricorso a fonti energetiche alternative attraverso un credito di imposta automatico, per favorire l’autonomia energetica del Paese

La Uil e l’Anev hanno reso noto uno studio sulle potenzialità delle fonti rinnovabili.
“Siamo – spiega il segretario della Uil Angeletti – di fronte ad una crisi che mette paura per le sue dimensioni e per le conseguenze sconosciute. La colpa di questa crisi viene attribuita alla speculazione finanziaria, ma se il petrolio non avesse raggiunto i 150 dollari, le banche centrali non avrebbero aumentato i tassi di interessi facendo esplodere la crisi dei mutui. Con il petrolio a 50 dollari – secondo Angeletti – la crisi non ci sarebbe stata. L’esistenza di migliaia di persone dipende quindi dal prezzo dell’energia. Costruire una economia che consenta di produrre beni e servizi a costi ragionevoli è fondamentale. Sotto l’Adriatico c’è una sterminata quantitaàdi gas che potrebbe ridurre la dipendenza dell’Italia dall’estero. Non viene peroò consentita l’estrazione perché sottrarre gas dal sottosuolo farebbe sprofondare l’Adriatico. C’é energia – continua il segretario della Uil – ma è un sogno poterla utilizzare a causa dell’impatto ambientale. Occorre quindi produrre sempre più energia da fonti rinnovabili. Il calo del prezzo della benzina durerà fino a quando tornerà la ripresa economica. In questa fase – sostiene – il calo del prezzo del petrolio non favorisce la ricerca di energie alternative. E questo è un problema di cui nè nell’opinione pubblica nè la leadership politica si rendono conto. E’ invece indispensabile una politica economia che favorisca la produzione elettrica alternativa, velocizzando e semplificando le procedure. Ma bisogna anche fare politica attiva, detassando gli utili. Serve un sistema automatico di detassazione degli investimenti, perché il credito di imposta automatico funziona. Questa sarebbe – conclude Angeletti – una buona politica e noi siamo interessati a sostenerla. Si tratterebbe di politiche vicine ai consumatori perché abbatterebbero i costi ma anche perché creerebbero occupazione. Non ci sono politiche risolutive, ma bisogna aumentare la quantità di energia prodotta da fonti alternative”