• Articolo , 11 aprile 2011
  • ANIE/GIFI e MSE a confronto sul futuro del fotovoltaico italiano

  • In attesa dell’approvazione del prossimo Conto Energia, Valerio Natalizia, Presidente GIFI, punta a sottolineare l’importanza delle proposte che, se approvate, seguendo il modello tedesco, garantiranno al comparto maggiore stabilità

(Rinnovabili.it) – Da ANIE/GIFI arriva la conferma che il fotovoltaico tedesco è la strada da seguire per il futuro energetico del paese. Il Gruppo Imprese Fotovoltaiche Italiane di Confindustria ANIE ha incontrato il Ministro dello Sviluppo Economico Romani e i tecnici del MSE con l’obiettivo di presentare la “proposta”:http://www.gifi-fv.it/cms/index.php?option=com_joomdoc&task=doc_download&gid=1805&Itemid=13 relativa al IV Conto Energia approvata dall’Assemblea che riunisce i soci, in attesa dell’approvazione del decreto prevista per la settimana prossima.
Con alla base, si legge nel comunicato “la gestione del regime transitorio sino alla fine del 2011 teso alla salvaguardia dei diritti acquisiti e degli investimenti in essere, uno sviluppo a partire dal 2012 della Tariffa incentivante basato sul cosiddetto _sistema tedesco_ e l’introduzione del concetto di _fine lavori certificata_” la proposta presentata secondo quanto affermato da Valerio Natalizia, Presidente GIFI “potrà dare una certezza
normativa fino al 2016, che permetterà all’Italia di installare oltre 20GW di impianti fotovoltaici e raggiungere un obiettivo ambizioso: *coprire il 10% del fabbisogno elettrico nazionale* e uno sviluppo per la filiera italiana di oltre 300.000 posti di lavoro”.
“L’Associazione – continua l’ingegner Valerio Natalizia – ritiene che la proposta portata all’attenzione del Ministero sia il miglior compromesso possibile tra le esigenze della filiera fotovoltaica e i limiti imposti da una corretta gestione dei supporti economici a sostegno del settore. GIFI/ANIE ritiene che proposte alternative,
soprattutto con particolare riferimento ad imposizione di cap rigidi e riduzioni eccessive delle tariffe non possano essere in nessun modo accettate dal mercato”.