• Articolo , 30 maggio 2011
  • Appennino reggiano, una centrale a impatto zero

  • Produrre energia rinnovabile per 8.000.000 di kWh annui rispettando un ecosistema complesso come quello di un fiume, riducendo radicalmente impatti visivi e tecnologici: questo è il biglietto da visita della nuova centrale idroelettrica “La Fornace”, costruita – con un investimento da 7 milioni di euro – dal Gruppo Iren nell’omonima frazione del Comune di Baiso […]

Produrre energia rinnovabile per 8.000.000 di kWh annui rispettando un ecosistema complesso come quello di un fiume, riducendo radicalmente impatti visivi e tecnologici: questo è il biglietto da visita della nuova centrale idroelettrica “La Fornace”, costruita – con un investimento da 7 milioni di euro – dal Gruppo Iren nell’omonima frazione del Comune di Baiso in provincia di Reggio Emilia.

La centrale è stata inaugurata alla presenza dell’assessore regionale all’Ambiente, Sabrina Freda, dell’assessore all’Ambiente della Provincia di Reggio Emilia, Mirko Tutino e del sindaco di Baiso, Alberto Ovi,

L’impianto, che ha una potenza di 1 MW e sfrutta il dislivello di 18 metri creato da tre importanti traverse esistenti sul fiume Secchia, è in grado di soddisfare il fabbisogno energetico di circa 6.000 abitanti con un risparmio annuo di emissioni di CO2 per 4.000 tonnellate e di oltre 1.600 Tonnellate Equivalenti Petrolio/anno.

Caratteristica principale della centrale (25,50 metri di lunghezza e 12,50 metri di larghezza) è quella di essere totalmente interrata, così come la condotta forzata e il collegamento tra l’impianto e la rete.

“La centrale di Fornace di Baiso – ha commentato l’amministratore delegato di Iren Rinnovabili, Carlo Pasini – coniuga la produzione, il rispetto del territorio e la sua valorizzazione, rendendo l’impianto luogo visitabile e testimonianza concreta di scelte ecocompatibili Un impianto “invisibile” e a “impatto zero” che si inserisce nell’ecosistema esistente e contribuisce anche alla valorizzazione del territorio grazie alla realizzazione di una pista ciclopedonale e ad un piccolo laboratorio sulle energie rinnovabili”.

A tutela della fauna ittica sono stati realizzati appositi passaggi che consentono ai pesci di risalire a valle verso monte, soprattutto nei periodi di riproduzione. Il modello utilizzato è quello definito “a fessure verticali (vertical slot)” modificabile per meglio rispondere alle esigenze della fauna ittica presente.

Parallelamente sono state realizzate opere di salvaguardia idraulica ad una quota superiore (fino a 2,5 metri) rispetto al precedente piano per garantire un importante elemento di protezione da eventuali piene del fiume Secchia.

Infine, a copertura della condotta, è stata realizzata una pista ciclopedonale totalmente illuminata da lampioni alimentati da energia prodotta con pannelli fotovoltaici.

Il percorso naturalistico continua verso la zona del dissabbiatore dove è presente un laboratorio sulle fonti rinnovabili che, grazie a pannelli esplicativi, rende possibile conoscere il funzionamento di impianti di produzione di energia da fonti rinnovabili, in particolare idroelettriche e fotovoltaiche. Il laboratorio utilizzerà energia solare.

Il progetto “la Fornace” si inserisce nella politica energetica del Gruppo Iren, caratterizzata da una produzione di energia elettrica 100% eco-friendly tra idroelettrico, fotovoltaico e cogenerazione.

I sistemi idroelettrici e fotovoltaici svolgono un ruolo importante in tema di salvaguardia ambientale, in quanto utilizzano una risorsa rinnovabile e pulita. La cogenerazione incrementa significativamente l’efficienza energetica complessiva e un conseguente risparmio energetico e, grazie all’abbinamento alle reti di teleriscaldamento, genera benefici ambientali per la riduzione delle emissioni nei centri urbani interessati.