• Articolo , 25 settembre 2009
  • Apple spinge l’acceleratore sul green-deal

  • Apple lanciano una nuova sfida al mondo PC, Steve Jobs ammette che è stata la bocciatura di Greenpeace a spingere la Apple ad impegnarsi maggiormente sulla eco-compatibilità

(Rinnovabili.it) – Steve Jobs, a bordo della sua Apple, ha dato una nuova accelerazione alla strategia ambientale aziendale, in merito a trasparenza e al sistema di costruzione dei suoi prodotti sempre più contraddistinti dall’eco-compatibilità, rilanciando la sfida agli altri produttori di computer, soprattutto Dell e Hewlett Packard.
Apple, ha infatti fornito una documentazione molto dettagliata, in particolare sull’impatto dei prodotti in termini di emissione di CO2 e degli altri gas serra, ma anche dettagli relativi alla produzione, movimentazione prodotti, fabbriche e uffici, prendendo in considerazione per la prima volta il ciclo completo di vita dei suoi prodotti (tutti dati disponibili nella apposita pagina del sito Apple).
E’ stato giudicato uno dei siti più dettagliati e approfonditi sul tema, mai messo on-line da una multinazionale dell’elettronica di consumo. La preparazione del tutto sembra sia durata addirittura anni di preparazione nei quali la casa della Mela ha usufruito anche della consulenza dell’autorevole Fraunhofer Institute.
In una delle rare interviste concesse da Jobs, e pubblicata su “Businessweek”, viene sottolineata l’inedita metodologia utilizzata per la prima volta da Apple per valutare l’impatto ambientale di una azienda e quindi la misura delle emissioni totali di carbonio.
“Molte società pubblicano quanto siano verdi i propri uffici, ma questo non conta se poi vengono immessi sul mercato milioni di dispositivi affamati di elettricità che contengono materiali chimici tossici – ha ironicamente concluso Steve Jobs – E’ come chiedere a una azienda di sigarette quanto verdi sono i propri uffici”.
La bocciatura di Apple che Greenpeace e altre associazioni ambientaliste avevano sentenziato oltre un anno fa, secondo Jobs era stata determinata soprattutto dalla insufficiente comunicazione in merito alla pianificazione futura, alle strategie per la riduzione dell’impatto ambientale. Anche se Jobs è convinto che è più importante indicare i risultati di oggi, che illustrare le promesse per il futuro.
Secondo i propri dati, Apple emette oggi 10,2 milioni di tonnellate di CO2, molto di più di quello dichiarato dalla Dell, (471mila tonnellate) e anche maggiore della grande HP (8,4 milioni di tonnellate).
Ma, fanno notare a Cupertino, nessuna delle aziende di computer considera la parte più consistente dell’impatto ambientale, la parte generata per l’utilizzo del sistema, per il suo intero ciclo di vita da parte dell’utente. Le fabbriche e la costruzione valgono il 38% delle emissioni, il trasporto il 5%, gli uffici un 3%, il riciclo finale un 1%. La parte più consistente che conta per ben il 53% delle emissioni nocive è dovuta all’utilizzo dei sistemi da parte degli utenti per la intera vita e l’uso dei prodotti.