• Articolo , 17 gennaio 2009
  • Aquile salve e aria più pulita ma quel progetto è bloccato

  • Il paradosso dell’impianto previsto sul Monte Tolagna. La centrale permetterebbe di evitare 26mila tonnellate di anidride carbonica, 3 tonnellate di ossidi di zolfo, 200 tonnellate di ossidi d’azoto

Oltre 26mila tonnellate di anidride carbonica, 3 tonnellate di ossidi di zolfo, 200 tonnellate di ossidi d’azoto e quasi una tonnellata di polveri. Questa è la quantità di inquinamento che la centrale eolica della Comunità di Camerino permetterebbe di evitare ogni anno. Anche questa è difesa dell’ambiente che, poi, ha guidato gli amministratori pubblici e i progettisti nel pensare l’impianto, ora stoppato dalla Sovrintendenza al paesaggio delle Marche.
Gli amministratori pubblici e i progettisti, infatti, si sono mossi con grande accortezza: hanno previsto di realizzare l’impianto rispettando al massimo le caratteristiche ambientali, una sorta di vestito ‘cucito’ secondo le caratteristiche del territorio interessato. Le prove? Per ridurre l’impatto visivo, ad esempio, nessun aerogenratore sorgerà sulla vetta del monte Tolagna: le torri saranno posizionate sui contrafforti. Di più. Sebbene l’impianto avrebbe potuto essere di 40 Megawatt di potenza, si è scelto volontariamente di ridurlo a 34 (17 turbine da 2 Megawatt ognuna), in quanto tre turbine andavano ad incidere sul monte di Giulo, vicino al Monte Fietone, dove una coppia di aquile ha nidificato da tempo.
Nell’ambito dell’intervento, poi, è stato fatto un ragionamento più ampio sull’intero territorio, avviando un confronto con Terna Spa per adeguare due linee elettriche di alta tensione che saranno ammodernate: gli attuali 65 tralicci saranno sostituiti da 30 nuovi tralicci e saranno anche cambiati i cavi elettrici. Sarà ridotto l’impatto ambientale, anche perché la linea elettrica seguirà un nuovo percorso, eliminando due tratti di alta tensione che passano sopra due piccoli nuclei abitati.
All’interno del parco eolico, infine, a Selvapiana, sarà ristrutturata una casa che diventerà il centro di controllo e monitoraggio dell’Università Politecnica delle Marche (Dipartimento di Energetica) e dell’Università di Camerino (Dipartimento di Scienze Ambientali). A loro saranno affidati i compiti di supervisione della produzione energetica e del monitoraggio dell’avifauna e della vegetazione.
Franco Veroli