• Articolo , 10 gennaio 2008
  • Aria in…acqua

  • Se il problema dell’acqua attanaglia la maggior parte dei Paesi del mondo, a causa della difficoltà di reperirla soprattutto nelle zone aride e di trovare sempre nuove falde potabili, l’aria possiamo dire, contro ogni ragionevole dubbio, che sia l’elemento maggiormente diffuso al di sopra della crosta terrestre, più o meno inquinata essa sia. Da oggi […]

Se il problema dell’acqua attanaglia la maggior parte dei Paesi del mondo, a causa della difficoltà di reperirla soprattutto nelle zone aride e di trovare sempre nuove falde potabili, l’aria possiamo dire, contro ogni ragionevole dubbio, che sia l’elemento maggiormente diffuso al di sopra della crosta terrestre, più o meno inquinata essa sia. Da oggi grazie ad AquaMaker, prodotto di una compagnia texana, l’aria può essere convertita in acqua potabile. In che modo? Questa nuova tecnologia d’avanguardia cattura l’umidità presente nell’atmosfera, che passa attraverso speciali filtri separandola da qualsiasi agente inquinante, e la trasforma appunto in acqua pronta per essere bevuta. Aquamaker è in grado di produrre fino a 5000 litri d’acqua per volta, fabbisogno medio di un intero villaggio. Ma non è tutto: se affiancato ad un impianto solare per la produzione di energia, l’acqua così ottenuta dal dispositivo può essere anche riscaldata, ovviando a due dei principali problemi in molte regioni della terra molto povere e carenti di risorse naturali.