• Articolo , 6 settembre 2010
  • Arriva il database delle catastrofi climatiche e ambientali

  • Un gruppo di scienziati internazionali si riunisce questa settimana in Gran Bretagna con l’intenzione di dare vita a una banca dati che preveda con precisione le calamità naturali e le catastrofi del pianeta

(Rinnovabili.it) – Se dovesse funzionare il progetto avrebbe del rivoluzionario: realizzare un sistema previsionale capace di risparmiare all’umanità ‘l’effetto sorpresa’ delle numerose calamità naturali con cui il Pianeta sta facendo i conti. L’idea è venuta a un gruppo di scienziati che, anche attraverso le informazioni provenienti dai satelliti Bounty e Beagle, hanno intenzione di creare una banca dati internazionale da impiegare per creare precisi modelli previsionali.
Come parte del Piano gli scienziati, che s’incontreranno questa settimana nel Regno Unito, creeranno una rete globale di stazioni meteorologiche che forniscano costantemente la lettura della temperatura giornaliera per ogni angolo del pianeta. Una condizione che invece mancherebbe attualmente generando letture mensili solo per Stati Uniti e Europa. Ma l’iniziativa ha ben chiari anche gli ostacoli che si dovranno superare come digitalizzare tutti i dati e convincere molti dei paesi che tengono chiuse le proprie database a fornire le loro informazioni meteorologiche. Per la buona riuscita dell’impresa sarà necessario anche il contributo di aziende e organizzazioni come Google e Galaxy Zoo a collaborare come volontari per decodificare il complesso materiale. “E’ chiaro che l’umanità sta cambiando il clima attraverso il rilascio di gas serra in atmosfera”, ha detto Peter Stott, capo del monitoraggio climatico al National Weather Service (Met Office) e partner del progetto durante un’intervista al Guardian. “Quello che dobbiamo sapere è come questi cambiamenti influiscano su una particolare area. Per esempio, come possano essere ritardati i monsoni in India, quanto spesso la siccità inciderà sul Corno d’Africa, o se l’Europa andrà ancora incontro a forti ondate di calore in futuro”.