• Articolo , 20 gennaio 2009
  • Arriva il fotovoltaico che taglia i costi a metà

  • Testato con successo un nuovo collettore solare che permetterà di ridurre le spese di produzione del 50%

La società American Building Technologies, controllata della multinazionale Mulk Holdings, ha annunciato d’aver messo a punto un nuovo metodo di produzione per la tecnologia solare che permetterà una riduzione del 50% dei costi annessi, aumentando allo stesso tempo l’efficienza di tutto il processo. La promessa statunitense si chiama Alubond Solar Collector Panel (SCP) e a detta degli esperti del settore potrebbe dare il battesimo ad una nuova era nello sviluppo del fotovoltaico.
Il collettore in questione è formato da materiale composito con una riflettività del 92% e dallo spessore di appena tre millimetri. Non richiede rivetti per la sua adesione agli angoli, pesando dunque meno (circa 4 Kg per metro quadrato) delle unità più tradizionali realizzate con lastre vetrose da 12,5 chili per metro quadrato. Queste sue caratteristiche gli consentono di essere flesso e deformato per la produzione di pannelli parabolici, senza aver bisogno di pesanti strutture di sostegno. E di conseguenza abbassando i costi complessivi del processo produttivo.
“Speriamo che il successo di questo progetto sia di slancio nello sviluppo di nuovi impianti fotovoltaici, utili non solo a ridurre lo sfruttamento delle risorse residue, ma anche ad abbassare il livello dell’inquinamento”, ha dichiarato il portavoce della Mulk Holdings. Il nuovo sistema SCP intanto è già stato scelto per un generatore fotovoltaico da 200 milioni di dollari nel New Mexico, la cui realizzazione sarà ultimata alla fine del 2009.