• Articolo , 4 dicembre 2007
  • Arriva la plastica “superbiodegradabile”

  • Ricercatori statunitensi sviluppano un materiale nanoibrido con tempi di smaltimento molto più rapidi delle materie plastiche rinnovabili

A New York alcuni scienziati stanno riportando i risultati dello sviluppo di un nuovo materiale biodegradabile: la plastica ‘nanohybrid’. La particolarità del progetto sta nel fatto che questo tipo di plastica si decompone molto più rapidamente rispetto alle plastiche rinnovabili già esistenti e utilizzate attualmente in molti campi: dalle bottiglie per le bibite alle protesi mediche. Lo studio è apparso in un articolo del giornale statunitense Biomacromolecules, pubblicazione dell’American Chemical Society. Il materiale in questione è una forma modificata di polidrossibutirrato (PHB), un promettente termoplastico biodegradabile prodotto dalla fermentazione batterica di biomasse rinnovabili. Sebbene disponibile in commercio dal 1980, PHB, ha avuto esclusivamente un uso limitato a causa della sua fragilità e degli imprevedibili tassi di biodegradazione. Nel nuovo studio, Pralay Maiti, Carl Batt, e Emmanuel Giannelis della Dipartimento di Scienza dei Materiali e Ingegneria della Cornell University, trattano una forma modificata di PHB che contiene nanoparticelle di argilla o “nanoclays” che migliorano la loro proprietà di barriera, pur mantenendo la flessibilità e la chiarezza ottica, ampliando quindi la possibilità di utilizzo. (Fonte Biopact)