• Articolo , 8 ottobre 2010
  • Assegnata al comune di Belluno la certificazione Pefc della gestione forestale

  • L’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte ha ufficialmente consegnato, a nome della Regione del Veneto, al Comune di Belluno la certificazione PEFC ((Programme for Endorsement of Forest Certification schemes – Programma per il riconoscimento mondiale degli schemi di certificazione forestale). A ricevere il riconoscimento il Vice Sindaco Leonoardo Colle e l’assessore al patrimonio Tiziana Martire. Il […]

L’assessore regionale all’ambiente Maurizio Conte ha ufficialmente consegnato, a nome della Regione del Veneto, al Comune di Belluno la certificazione PEFC ((Programme for Endorsement of Forest Certification schemes – Programma per il riconoscimento mondiale degli schemi di certificazione forestale). A ricevere il riconoscimento il Vice Sindaco Leonoardo Colle e l’assessore al patrimonio Tiziana Martire. Il Comune di Belluno, aderendo al Gruppo Veneto PEFC, è il primo capoluogo italiano delle Regioni a Statuto Ordinario, ad acquisire tale riconoscimento internazionale, che sancisce il suo impegno alla gestione sostenibile delle foreste. Il PEFC è un’iniziativa avviata a livello internazionale, a partire dal 1998, dai proprietari forestali e da una parte del settore dell’industria del legno per promuovere la certificazione della gestione forestale sostenibile. Tale iniziativa la Regione del Veneto ha aderito come socio fondatore ed ha ottenuto la certificazione della gestione forestale sostenibile di molti boschi in Regione. Il sistema PEFC prevede, tramite controlli indipendenti da parte di organi di certificazione, che venga dimostrata la gestione forestale sostenibile delle foreste tramite la verifica del rispetto delle regole internazionali del PEFC. Tali regole, che si applicano ai boschi pianificati e possono essere estese ai boschi non pianificati di dimensioni inferiori ai 100 ha, comprendono, tra l’altro, l’obbligo di prelevare dal bosco un quantitativo di legname inferiore all’incremento naturale dei boschi, l’obbligo di favorire foreste con più specie e con alta biodiversità, il divieto di eseguire tagli a raso superiori a mezzo ettaro e la salvaguardia degli habitat sensibili, dei boschi storici e delle specie a rischio di estinzione. Il logo PEFC, associato ai prodotti realizzati utilizzando legname certificato, è sinonimo di scelte consapevoli, sostenibili e virtuose e che contribuiscono alla salvaguardia della natura, garantendo la buona gestione delle foreste venete. In Veneto aderiscono a tale iniziativa complessivamente 61 proprietà per oltre 70.000 ha di boschi certificati, comprendendo per lo più proprietà comunali, oltre a proprietà private singole e collettive e in questi ultimi anni la certificazione PEFC ha avuto un ottimo successo, interessando oltre il 50 % delle superfici boscate pianificate. “La Regione – ha ribadito l’assessore Conte nel suo intervento – crede nella montagna e soprattutto in tutte quelle iniziative finalizzate a valorizzare il bosco, considerato un patrimonio non solo ambientale, ma anche economico”. E ne ribadire che l’impegno della Regione è e sarà quello di garantire ai territori montani la giusta valorizzazione e le giuste opportunità economiche, Conte ha infine ricordato che le foreste rappresentano uno dei mezzi più efficaci per mitigare e compensare i gas serra e che quello del contenimento di CO2 è uno degli obiettivi della pianificazione forestale della Regione, che vedono nelle iniziative di investimento compensativo volontario e nella creazione di un sistema regionale di scambio delle quote di CO2, una delle più valide strategie per il contenimento dei gas serra nell’atmosfera, oltre che fornire un valido sostegno alla competitività delle nostre aziende. Gli organismi internazionali, che controllano l’applicazione del Protocollo di Kyoto, hanno infatti assegnato all’Italia la possibilità di scontare 10 milioni di tonnellate di CO2 dalle emissioni totali annue grazie al ruolo di assorbimento delle foreste. Il valore complessivo di tale assorbimento è pari a 140 milioni di euro all’anno, cifra che il sistema industriale non deve sopportare per acquistare sul mercato quote di carbonio. Per quanto riguarda il Veneto si può valutare che ogni anno gli oltre 400 mila ettari di foreste assorbano circa 400 mila tonnellate di CO2, per un controvalore di circa 6 milioni di Euro