• Articolo , 2 luglio 2010
  • Assessore Conte plaude iniziativa del governo di vietare le trivellazioni entro 5 miglia dalla costa

  • “Per la regione l’ambiente è sempre stato una priorità, per cui è con soddisfazione che apprendo l’iniziativa del Consiglio dei Ministri che introduce condizioni più severe per le operazioni di trivellazioni petrolifere e in particolare di vietare estrazioni di petrolio entro le fasce marine di 5 miglia lungo l’intero perimetro costiero nazionale”. Lo dichiara l’assessore […]

“Per la regione l’ambiente è sempre stato una priorità, per cui è con soddisfazione che apprendo l’iniziativa del Consiglio dei Ministri che introduce condizioni più severe per le operazioni di trivellazioni petrolifere e in particolare di vietare estrazioni di petrolio entro le fasce marine di 5 miglia lungo l’intero perimetro costiero nazionale”. Lo dichiara l’assessore all’ambiente della Regione del Veneto, Maurizio Conte, commentando l’approvazione da parte del Consiglio dei Ministri, nell’ambito dello schema di decreto di riforma del codice ambientale, di un articolo che introduce norme più severe per le operazioni di trivellazione petrolifera. “Sappiamo tutti – sottolinea Conte – che gas e petrolio sono necessari alla nostra economia, ma è anche indispensabile garantire la sicurezza delle nostre coste, in particolare per il Veneto, prima regione turistica italiana. La tragedia ambientale al largo della Louisiana deve servire a tutti di monito e di lezione; comunque – precisa – nella malaugurata ipotesi che nell’Alto adriatico si verificasse un qualche incidente con conseguente sversamento in mare di idrocarburi, la nostra Protezione Civile sarebbe pronta. Già all’indomani dell’incidente della piattaforma della BP – ricorda Conte – è stato approntato uno schema di azione di competenza del sistema di Protezione Civile Regionale”. Lo schema si articola in 10 punti: attivazione immediata del Coordinamento Regionale Emergenza con la ricognizione dei mezzi disponibili e di quelli eventualmente da acquisire nell’arco di poche ore, e l’allestimento delle squadre di volontari; allertamento di tutti i soggetti sensibili, i cosiddetti “portatori d’interesse”; immediata acquisizione di unità nautiche disinquinanti, panne assorbenti e mezzi d’opera per la logistica; attuazione immediata di manovre di contenimento dello sversamento alla sorgente e nelle aree di propagazione dell’inquinante; acquisizione dagli Enti di Ricerca di studi sulle dinamiche di propagazione e sugli scenari evolutivi; attivazione di un piano starordinario di monitoraggio ambientale marino e costiero; presidio della costa con la posa di barriere di panne assorbenti; recupero e classificazione del materiale sversato per conoscerne immediatamente il livello di pericolosità. Le dotazioni in proprietà del sistema regionale di protezione civile contano oltre un migliaio tra mezzi e dotazioni tecniche, come pompe, idrovore, torri faro. Circa 16.000 sono i volontari riuniti in 300 Associazioni. A tutte le risorse in dotazione diretta, si affiancano poi quelle che possono essere acquisite entro poche ore
da aziende specialistiche, come mezzi per la conterminazione degli sversamenti, l’assorbimento e lo smaltimento del materiale raccolto. Si tratta di “Skimmer”, imbarcazioni attrezzate per questi scopi, disponibili nel Porto di Venezia e, se necessario, in quello di Trieste.