• Articolo , 10 febbraio 2009
  • Associazioni rinnovabili: no all’emendamento “blocca eolico off-shore”

  • Firmata da APER, ANEV, ISES Italia, OWEMES e Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile la richiesta congiunta per il ritiro dell’emendamento riguardante il coefficiente moltiplicativo per gli impianti eolici marini

APER, Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile, ANEV, ISES Italia e OWEMES. Insieme in comunicato congiunto per chiedere al Senato di non accogliere nel ‘Ddl Sviluppo’ l’emendamento 25.2 in riferimento alla modifica del coefficiente moltiplicativo per l’eolico off-shore, quel fattore numerico (specifico per ogni fonte rinnovabile) che moltiplicato per la produzione netta di energia consente di calcolare i certificati verdi che spettano un determinato impianto. Le associazioni intervengono oggi per segnalare l’opportunità di mettere uno stop al suddetto emendamento, “il quale, di fatto, sembra già ampiamente superato dal testo attualmente in discussione al Senato (Atto Senato 1195)”.
“La corretta esigenza di modificare il coefficiente” spiegano “era già stata soddisfatta con un emendamento presentato ed accolto dalla Camera dei Deputati il quale, nel testo attualmente in discussione al Senato, all’Art. 25 comma 4 ha elevato il valore del coefficiente moltiplicativo da 1,10 a 1,60”.
Il nuovo emendamento proposto all’articolo 25 comma 4 dell’Atto Senato 1195 (Collegato alla Finanziaria 2009) “prevedrebbe una differenziazione ed una riduzione dei coefficienti moltiplicativi rispettivamente a 1,10 per i progetti su piattaforma fissa ed a 1,50 per quelli a piattaforma galleggiante”. Una differenziazione e una riduzione che secondo le associazioni “renderebbe invece insostenibile a livello sia economico che finanziario, e quindi non fattibili, tutti i progetti eolici offshore già presentati o in fase di presentazione in Italia” penalizzando in maniera particolare le tecnologie a piattaforma fissa.

Per Aper, Anev, Ises, Owemes e la Fondazione per lo Sviluppo Sostenibile è poco sostenibile dal punto di vista concettuale il ragionamento alla base della modifica dal momento che le tecnologie attualmente disponibili e sperimentate sono quelle a piattaforma fissa, “le quali senza un coefficiente moltiplicativo di 1,60 non consentono di rendere i progetti né fattibili sotto il profilo economico né bancabili sotto il profilo finanziario”, mentre le altre tecnologie, comprese quelle a piattaforma galleggiante, “sono ancora in fase di studio e ricerca e dovrebbero eventualmente mirare a ridurre i costi complessivi”.
La richiesta è dunque che l’emendamento “sia ritirato al fine di lasciare invariato a 1,60 il coefficiente attualmente previsto nel testo per tutte le tecnologie eoliche offshore” nella convinzione che “entrambi i sistemi possano usufruire del multiplo di incentivazione … in modo tale da poter garantire ad entrambe le tecnologie uno sviluppo e la sostenibilità economico finanziaria dei vari progetti”.