• Articolo , 13 novembre 2009
  • Australia: la ‘tecnologia delle alghe’ mangia la CO2

  • Allevamenti di alghe nutrite convogliando negli stabilimenti la CO2 prodotta dalle centrali alimentate a carbone. Ecco la nuova frontiera anti emissioni

(Rinnovabili.it) – La “MBD Energy”:http://www.mbdenergy.com/, società australiana specializzata nella produzione di biocarburanti, ha dichiarato di possedere la più grande bio-raffineria per la produzione di biofuel che impieghi le microalghe nel processo.
Con una superficie di 5000 metri quadrati l’impianto, situato a Melbourne, sfrutta un’innovativa tecnologia che permette, tramite una canna fumaria, di convogliare la CO2 all’interno dei bioreattori contenenti le alghe nutrendole insieme a liquami e deiezioni animali.
L’azienda ha selezionato specifici ceppi di alghe in grado, attraverso l’intensiva somministrazione di nutrienti, di raddoppiare di volume in 48h.
Giunte a maturazione le alghe vengono pressate: il 35% della massa è trasformata in un olio utilizzato per la produzione di biofuel e plastiche mentre il resto può essere convertito in farine ad alto contenuto proteico (20) destinate all’alimentazione animale o alla creazione di biomasse.
L’azienda ha dichiarato di voler costruire una serie di impianti nei pressi delle principali centrali elettriche dell’Australia citando lo stato Victoria, il Queensland e il New South Wales stimando che un milione di tonnellate di CO2 potrebbe incrementare la crescita di 550mila tonnellate di alghe.
La nuova tecnologia studiata dalla MDB ha catturato l’attenzione dell’opposizione, che la trova una possibilità più convincente rispetto al Carbon Capture and Storage (CCS). Il portavoce del partito, Greg Hunt, ha infatti dichiarato “eravamo diffidenti nei confronti dell’utilizzo della CO2 come nutriente per le alghe ma stiamo cominciando a cambiare punto di vista: il CCS è probabilmente un sistema più lento rispetto alla nuova _tecnologia delle alghe_ ”.