• Articolo , 4 maggio 2009
  • Australia, mezza marcia indietro: norme anti-Co2 solo nel luglio 2011

  • Come in altre parti del mondo anche in Australia gli industriali protestano per il costo della riduzione dei gas serra e, sbandierando la crisi mondiale, hanno ottenuto alcune agevolazioni

(Rinnovabili.it) – “Si tratta di una partenza più lenta, in materia di riduzione di emissioni di ossido di carbonio – ha voluto motivare il premier Kevin Rudd – ma in una prospettiva di una più forte e più ecologica conclusione. La ragione di questa scelta sta nel fatto che dobbiamo fare quanto è in nostro potere, con flessibilità e intelligenza, per aiutare le imprese a darsi obiettivi più ambiziosi in termini di riduzione delle emissioni, per mettere in pratica la dinamica stabilita nella conferenza di Copenaghen”
Così governo australiano ha cercato di giustificare la proroga fino al mese di luglio 2011 dell’entrata in vigore delle norme per tagliare le emissioni inquinanti. Come in altri casi, il motivo è da ricercare, a detta del primo ministro, nella crisi economica e così il governo di Canberra ha in parte accolto le richieste degli industriali che volevano misure più morbide e graduali.
Ovviamente l’obiettivo della riduzione del 5% dei gas serra entro il 2020, è considerato molto modesto, se non addirittura insufficiente dagli ambientalisti locali che reclamavano un taglio del 25%, misura che in un primo tempo lo stesso Kevin Rudd aveva considerato possibile.