• Articolo , 15 marzo 2010
  • Australia: ricerche sul global warming danno ragione all’Ipcc

  • Le analisi e i monitoraggi, effettuati dall’Australian Commonwealth Scientific & Industrial Research Organization, confermerebbero le tesi secondo cui la responsabilità della crescta della temperatura globale è da imputare in modo preponderante a fattori antropici e non a quelli naturali

(Rinnovabili.it) – Un’equipe di scienziati australiani ha effettuato uno studio sul cambiamento del clima in seguito al crescente di scetticismo sulle conclusioni e sulle previsioni targate Ipcc. E’ ormai risaputo che l’agenzia ambientale dell’Onu è da qualche tempo nell’occhio del ciclone a causa di dichiarazioni contestate e di errori ammessi in relazione ad alcune sue relazioni scientifiche.
A questo punto i ricercatori dell’Australia hanno voluto portare il loro contributo effettuando uno studio che ha avuto come oggetto i luoghi tra i più aridi del continente e che riguarda un periodo di 100 anni. Le conclusioni, asseriscono i ricercatori, “dimostrano chiaramente che il cambiamento climatico é reale”.
“Stiamo assistendo a segnali significativi del cambiamento climatico. Noi constatiamo il riscaldamento – ha dichiarato Megan Clark, responsabile dell’Australian Commonwealth Scientific & Industrial Research Organization, – in ogni parte del paese, in ogni stagione e ad ogni decennio, i valori risultano regolarmente più elevati”.
Insomma un rapporto che dà sostanzialmente ragione alle tesi che proprio l’agenzia dell’Onu ha sempre sostenuto, aldilà delle problematiche e degli errori di valutazione di cui il Panel si è reso ultimamente responsabile: “La nostra é ben più di una convinzione, i risultati dimostrano che, in ben oltre il 90% dei casi, l’aumento delle emissioni di gas ad effetto serra che ha causato la maggior parte del riscaldamento globale è di origine antropica, a partire dalla metà del XX secolo. Prove di influenza umana sono state inoltre rilevate nel riscaldamento degli oceani, nel livello del mare, nelle temperature medie continentali, nei picchi di temperatura e nell’aumento dei venti”.