• Articolo , 14 luglio 2008
  • Authority: per l’energia, rischi e problemi per il futuro

  • L’intervento legislatvo sull’Authority per l’Energia che ne cambia funzione e ruolo, suscita alcune perplessità e diversi timori sia in temini generali per tutte le Authority, e nello specifico, per il venir meno di un giudice controllore-terzo a tutela degli utenti-cittadini

Come è ormai noto i vertici dell’Autorità per l’Energia, nello specifico il presidente, Alessandro Ortis, e Tullio Maria Fanelli, per effetto della nuova norma decadranno dopo trenta giorni dall’entrata in vigore del decreto legge contenuto nella manovra Finanziaria, a meno che non siano nuovamente eletti. A prevederlo è un emendamento, presentato dalla Lega, (approvato nella notte tra venerdì e sabato), che stabilisce in “quattro” i posti del collegio e cambia i poteri dell’autorità assegnandole competenze in materia di nucleare e prodotti petroliferi.
Secondo l’Associazione Cittadinanzattiva “l’azzeramento degli attuali vertici dell’Autorità per l’energia costituisce un atto gravissimo che mina alla radice il ruolo e soprattutto l’indipendenza delle Autorità nazionali di regolamentazione”. Non a caso qualche giorno fa, il Presidente uscente Ortis, aveva espresso preoccupazioni in merito al fatto che le imprese potessero riversare sui prezzi al pubblico tutto il peso fiscale dovuto all’istituzione della cosiddetta “Robin Tax”, evidentemente con gravi ripercussioni per la borsa dei consumatori.
“Cittadinanzattiva” esprime quindi un forte timore in merito ad una misura che potrebbe avere delle conseguenze sul ruolo e sull’attività di tutte le Authority del nostro Paese.
“La linea dell’AEEG – conclude invece Giustino Trincia, vicesegretario generale – è in forte sintonia con quanto sostiene da anni la commissione europea per la vera liberalizzazione del settore, basata, finalmente, sulla netta separazione tra la proprietà delle reti e i soggetti in competizione deputati alla fornitura dei servizi. Anche da questo punto di vista l’azzeramento dei vertici dell’Authority per l’energia rappresenta un pessimo segnale”.