• Articolo , 8 febbraio 2011
  • Authority: per le bollette degli italiani rischio ‘stangata rinnovabili’

  • Aeeg pubblica la relazione sullo “stato del mercato nazionale dell’elettricità e del gas”. 50 pagine di analisi che evidenziano un mercato energetico nazionale a ‘due velocità’ e il crescente impatto sulla bolletta degli oneri derivati dal sistema di incentivi alle eco-energie

(Rinnovabili.it) – Criticità del mercato italiano dell’energia messe a nudo nel “nuovo rapporto”:http://www.autorita.energia.it/allegati/docs/11/006-11pas.pdf redatto e trasmesso al Parlamento “dall’Autorità per l’Energia Elettrica e il Gas”:http://www.autorita.energia.it/. Oltre 50 pagine che vanno al cuore della questione attraverso approfondite analisi e proposte risolutive nei confronti dei ‘lati deboli’ del sistema, per assicurare un mercato equilibrato e competitivo ma soprattutto una costante tutela nei confronti dei consumatori. E al di là del settore del gas, ancora in ritardo a causa di un’inefficienza persistente, e quello elettrico, più avanzato e in progressivo miglioramento, è sul fronte rinnovabili che l’Authority riversa la propria preoccupazione. Nella salda e più volte manifestata convinzione che le eco-energie “costituiscano, per il nostro Paese, una grande opportunità non solo per quanto strettamente attiene la diversificazione delle fonti e la protezione ambientale, ma anche per la ricerca, la filiera industriale e l’occupazione”, l’Aeeg mette in luce gli aspetti a suo avviso più critici connessi al comparto.

*Regimi incentivanti* I recenti incrementi nella produzione e la riduzione dei consumi di energia elettrica hanno fatto sì che la produzione da fonti rinnovabili abbia coperto, nel 2009, circa il 20% del consumo interno lordo italiano di energia elettrica, rispetto al 16,5% del 2008. Una crescita positiva dovuta ad un sistema di incentivi _“fra i più profittevoli al mondo”_ ma che fa profilare un crescente impatto in bolletta: dai 2,5 miliardi di euro del 2009 si è passati ai 3,4 del 2010 e per arrivare nel 2011, in assenza di interventi, *fino a 5,7 miliardi di euro.*
Una vera e propria _“stangata rinnovabili”,_ spiega Aeeg. Analizzando i dati in dettaglio si scopre come, dal 2001 ad oggi, gli italiani abbiano dovuto pagare oltre 23 miliardi di euro in bolletta per il sistema Cip 6 (a sostegno alle fonti rinnovabili e assimilate) con costi che potrebbero anche lievitare in seguito all’inclusione nel regime degli impianti alimentati da rifiuti. Così come pesante è il contributo dei certificati verdi, continua l’Autorità, con il possibile raddoppio dei costi a 1,6 milioni di euro legati all’eccesso di offerta e del fotovoltaico, i cui incentivi sono aumentati da 300 milioni di euro del 2009 a 826 milioni nel 2010 e potrebbero triplicare nel 2011.
“Secondo le migliori stime – scrive l’Aeeg – ad oggi possibili, se tutti gli impianti che cono stati dichiarati terminati (salvo gli indispensabili ed urgenti controlli) entrassero realmente in esercizio entro il 30 giugno 2011, in Italia potrebbero esserci a quella data 180.000 impianti fotovoltaici, con una potenza installata di 6500 MW, una producibilità di 8 TWh e un conseguente costo per il sistema elettrico prossimo ai 3 miliardi di euro su base annua. Se a questi impianti si aggiungessero i 3000 MW preventivati con il decreto 6 agosto 2010, l’obiettivo nazionale al 2020 per il fotovoltaico, verrebbe raggiunto già nel 2013, con 7 anni di anticipo ed a costi molto più elevati per il sistema, sulla base di tecnologie più costose e meno efficienti rispetto a quelle che potrebbero svilupparsi nei prossimi anni”.
Rivedere il sistema è la soluzione, ridefinendo e ridimensionando i vari regimi con criteri di massima efficienza e secondo livelli di sicura sostenibilità.

*Saturazione virtuale delle reti* Altra criticità da non sottovalutare la necessità di un intervento urgente finalizzato a contenere i ben noti problemi di prenotazione della capacità di rete, in assenza dell’effettiva realizzazione degli impianti di produzione. Questione più volte segnalata dall’Autorità costituisce una vera e propria barriera all’ingresso di nuovi operatori che, in alcuni casi, realizzano gli impianti di produzione non riescono ad ottenere la connessione in tempi rapidi anche se la rete è satura solo “sulla carta”. In tal senso il documento riporta alcune linee di intervento alternative: prevedere che il diritto alla prenotazione della capacità di trasporto sulle linee elettriche si venga a consolidare soltanto a seguito dell’ottenimento delle autorizzazioni necessarie per la realizzazione dell’impianto di produzione; definire una garanzia (deposito cauzionale o fideiussione) da presentare al gestore di rete, in aggiunta al versamento dei corrispettivi per la richiesta del preventivo e per la realizzazione della connessione.