• Articolo , 16 gennaio 2010
  • Auto. Saloni di New Delhi e Detroit, le due facce della mobilità sostenibile

  • I saloni dell’auto di New Delhi e di Detroit si passano idealmente il testimone, mettendo a confronto due realtà industriali e commerciali, quando, in questo momento, il mercato asiatico surclassa quello americano per altro già in crisi da anni.

India-Usa. Si chiude il salone dall’auto di New Delhi e si apre dopo pochi giorni quello americano di Detroit. Il tempio statunitense dell’auto sta cedendo il suo scettro e la crisi, che da qualche anno affligge il settore automobilistico Usa, nel 2009 è stata ancora più grave, anche se, nonostante un anno nero, il mercato dell’auto americano sta dando i primi cenni di risveglio, soprattutto per quello che promette l’edizione 2010 del Salone di Detroit.
Ma va ricordato che l’industria motoristica Usa non conosceva da tempo una crisi come quella degli ultimi anni. Basti pensare che tra il 2004 e il 2008 le case statunitensi hanno accumulato perdite per quasi 100 miliardi di dollari, di cui più della metà la sola GM. Questa non è riuscita nemmeno a vendere la Saab o il prestigioso marchio di iper-fuoristrada Hummer, vedendosi poi costretta a cedere quest’ultima alla cinese Tengzhong per una cifra simbolica e i diritti di due modelli Saab per poco più di 200 milioni di dollari.
Le atre major americane non se la passano meglio. La Ford, che più di dieci anni fa’ pagò la Volvo 6,4 miliardi di dollari, oggi la deve svendere alla cinese Gely e già l’anno precedente aveva dovuto cedere prestigiosi marchi europei come Land Rover e Jaguar alla indiana Tata per poco più di due milioni di dollari.
Ma come si è detto da più parti, è finita un’era. Nuove potenze si sono affacciate alla ribalta mondiale, contemporaneamente alla crisi delle tradizionali economie egemoni dell’Occidente.
E così, mentre in Cina, limitandoci al comparto auto, il saldo è largamente positivo, +46% di vendite nel 2009, nello stesso anno in Usa c’è stato un calo di oltre il 20%. Insomma circa 13 milioni e mezzo di autoveicoli prodotti in Cina contro i quasi dieci e mezzo per quelli americani (un livello che risale a circa vent’anni fa).

h4{color:#D3612B;}. La strada dopo il sorpasso

Il sorpasso tra i due è cosa fatta. E non solo, infatti la cosiddetta Cindia (Cina + India) offre un mercato, soprattutto in proiezione, tale da attirare le case automobilistiche europee e giapponesi come le mosche al miele.
E i prodotti?
Come globalizzazione impone, le stesse case hanno proposto sia in India che in America gli stessi modelli e spesso si tratta non solo di esposizioni dimostrative, perché sono prodotti studiati per un mercato più ampio possibile. E così succede che addirittura l’ormai famosa Nano della Tata sia stata vista a sia a New Delhi che a Detroit.
Ma non è cambiato solo il baricentro del mercato motoristico, ormai i costruttori orientali come quelli occidentali hanno imboccato la via del downsizing (misure, pesi e motorizzazioni ridotti), della propulsione ibrida, elettrica o di prototipi a idrogeno, dell’utilizzo di bio-carburante, di gpl o di metano.
Risparmio. Questa sembra essere la parola d’ordine. Auto che si producono investendo meno soldi, che costano meno ai clienti, che consumano meno e che inquinano meno. E’ chiaro che per l’automobilista americano, abituato a SUV da 4000 a 6000 di cilindrata, con stazza “Hummer” (lunghi oltre cinque metri, larghi oltre due e alti quasi due metri), salire su una Tata Nano più corta di due metri, e un buon mezzo metro in meno in lunghezza e in altezza, non sarà un passaggio senza traumi. Come pure per guidare le 500 Fiat o le Smart della Daimler-Benz che sbarcheranno a breve nel suolo americano. Insomma si sconvolgeranno abitudini e consuetudini.
L’altro elemento importante è che si tratta di nuovi modelli che avranno una motorizzazione elettrica o ibrida. Si inizia dunque un’era nuova dove, anche grazie all’esperienza maturata dalle case giapponesi, il 2010 sarà in America l’anno di serie commerciali e l’inizio della diffusione a grandi numeri di questi veicoli.
Anche in Europa dove l’attenzione a propulsori “puliti” è ormai datata, il mercato ha sofferto un po’ il 2009, con una lieve flessione rispetto al 2008, che però, va ricordato, era stato il peggior risultato dal 1993. In totale sono state 14.481.545 le vetture immatricolate nei 25 Paesi dell’Unione europea più i tre dell’Efta – Islanda, Norvegia e Svizzera – con un calo dell’1,6%.
A questo proposito il nuovo presidente dell’Acea (Associazione Costruttori europei Autoveicoli) Dieter Zetsche, a commento della sua elezione, ha confermato come l’industria automobilistica europea intenda riemergere ancora più forte dall’attuale crisi economica e finanziaria, definendo la mobilità sostenibile un “obiettivo prioritario nell’immediato e nel prossimo futuro” auspicando “una fattiva collaborazione fra l’industria dell’auto, i governi, i centri di ricerca universitari e i consumatori stessi”.

h4{color:#D3612B;}. Le proposte

Qui di seguito un mix di location tra Detroit e New Delhi, come un ideale ponte che congiunga il futuro e il passato, i vecchi produttori e i nuovi, ma dove si evidenziano anche le partnership tra americani, europei, indiani e cinesi con le acquisizioni che hanno mischiato le carte in tavola. Elenchiamo qui di seguito alcuni tra i modelli più interessanti sotto il profilo della mobilità sostenibile che si sono visti nei due saloni.

_Detroit_ – La nuova *Audi E-tron*, è vettura di grande tecnologia, una coupè di nuova concezione, completamente elettrica, dotata di un motore capace di scaricare a terra 330 cavalli per una velocità massima limitata di 200 km/h e uno scatto da 4.8 secondi nello 0 a 100 km/h. E’ una dimostrazione, secondo la casa tedesca, di come prestazioni ed eco-compatibilità possano essere complementari e rendere sofisticato ed appetibile un modello rispettoso dell’ecologia grazie alle emissioni zero.

_Detroit_ – Il costruttore automobilistico cinese BYD, si presenta sul mercato americano con due modelli *Byd e6* e Byd F3DM. La BYD (Build Your Dreams) ha presentato il crossover e6, un 5 posti che misura quattro metri e mezzo di lunghezza. Una seconda versione monterà invece due motori elettrici; il primo da 102 cavalli e il secondo da 54 cavalli, per un totale di 115 Kw. La BYD e6 è equipaggiata con delle batterie al ferro, che trattengono meglio l’energia termica e assicurano una maggiore autonomia, circa 330 chilometri dichiarati con un pieno.

_New Delhi_ – *Chevrolet Spark EV*, si tratta di un prototipo a trazione elettrica realizzato per il propulsore in collaborazione con l’azienda Reva. In pratica è un modello che parte dalla base della vecchia Matiz, che per l’occasione è stata rivista nel frontale e in altri dettagli. E’ equipaggiata con la meccanica Reva NXR, dotata di batterie al nichel o al litio, con relative differenze in fatto di prezzo, di prestazioni e di autonomia. La Reva sii mercati europei potrebbe avere un costo compreso tra i 9.000 e i 15.000 euro.

_New Delhi_ – La Toyota ha voluto svelare durante la rassegna indiana la sua *Etios Concept*, un prototipo di un vettura media ideata dalla casa giapponese appositamente per il mercato locale e per quelli degli altri paesi emergenti che sono in forte crescita.
Ovviamente si tratta di un’utilitaria molto “basic” che sarà disponibile in due versioni: una due volumi cinque porte, con un inedito motore a benzina da 1200 cc. e una classica berlina tre volumi, quattro porte equipaggiata invece da un altrettanto nuovo propulsore da 1500 cc. diesel.

_New Delhi_ – Honda ha presentato al salone indiano un modello provvisoriamente chiamato *New Small*. Si tratta di una concept-car studiata specificatamente per il mercato indiano dal centro ricerca e sviluppo della casa giapponese. Verrà proposta a prezzi assai contenuti. Sarà improbabile vederla sulle strade europee, mentre invece dovrebbe arrivare nei concessionari indiani e thailandesi entro il 2011, con un prezzo, come ha comunicato Koichi Kondo, vicepresidente Honda,che non dovrebbe arrivare alle 500.000 rupie, (cioè meno di 7.600 euro).

_New Delhi_ – La Tata gioca in casa e schiera la Indica Vista Sport versione aggressiva del modello compatto, presenta la “Pr1ma”, la concept-car di una berlina media disegnata da Pinifarina. Nuova anche la Aria, che è invece una via di mezzo tra un monovolume e una sport utility, capace di abbinare grandi spazi interni alla trazione integrale. È spinta da un due litri a gasolio common-rail da 140 CV. Tra gli altri debutti vanno ricordate le serie speciali della *Tata Nano* con livree sgargianti e personalizzazioni interne e di carrozzeria.

_New Delhi_ – Chevrolet esibisce l’Aveo RS Concept una compatta di 1,4 litri da 140 CV la cui versione definitiva sarà commercializzata nel 2011. Presenta la Cruze, una 2 volumi e mezzo che partirà da 1.600 cc di cilindrata. E poi, disponibile negli Stati Uniti dalla fine dell’anno, la *Volt* vettura elettrica con motore ausiliario a benzina o a bioetanolo. Le vendite inizieranno dagli stati del Michigan e della California.

_Detroit_ – La Toyota che, nonostante la crisi detiene ancora il primato di maggior casa costruttrice mondiale, sfodera alla rassegna americana una grande novità, solamente destinata agli Usa e che vedrà la produzione della terza generazione dell’ormai famosa *Prius* realizzata in uno stabilimento nello stato del Mississippi. Poi ci sarà la presentazione in anteprima mondiale della concept-car ibrida FT-CH dotata della prima generazione di batterie agli ioni di litio di casa Toyota. Nella sola modalità elettrica, il prototipo può raggiungere i 100 km/h con un’autonomia limitata a circa di una ventina di chilometri.

_Detroit_ – Honda propone la *CR-Z*, un’auto piuttosto unica nel suo genere che racchiude i vantaggi di un propulsore ibrido benzina/elettrico con quelli di una trasmissione manuale a sei marce, il tutto espresso in un modello che stilisticamente propone le linee di un’aggressiva coupè 2+2. La CR-Z è dotata di un motore a quattro cilindri 1500 cc. tipo i-VTEC a benzina, accoppiato al sistema ibrido parallelo IMA (Integrated Motor Assist) che permette di ridurre i consumi nel combinato in 5 litri per 100 km, con emissioni a 117 g/km.
Il propulsore elettrico garantisce un aumento delle prestazioni fornendo una potenza aggiuntiva di 14 Cv.

_Detroit_ – Arriva interra d’America la versione BEV (Battery Electric Vehicle) dell’italianissima Fiat 500, che si presenta uguale in tutto e per tutto alle altre versioni della piccola torinese, eccezion fatta per il disegno dei cerchi in lega, se si vuole, dal gusto fortemente “yankee”, e per l’assenza del terminale di scarico. La vetturetta italiana sarà spinta da un propulsore a corrente continua, che sfrutta la tecnologia Chrysler.

_New Delhi_ – La Renault offrirà entro quattro anni una gamma di modelli completa anni sul mercato asiatico, nell’ambito di un programma di investimenti insieme a Nissan. Un ruolo fondamentale lo avrà la fabbrica indiana di Chennai, che costituirà il fulcro produttivo dei piani di crescita. I primi modelli previsti per l’India sono una berlina, la *Fluence*, ed il SUV Koleos, che saranno sul mercato tra circa un anno.