• Articolo , 6 novembre 2008
  • Avanti con la centrale a biomasse, la diffida non regge

  • Eridania-Sadam e PowerCrop ribadiscono la volontà di procedere nell’attuazione dell’accordo (siglato in Regione il 27 luglio 2007) per la riconversione dell’ex zuccherificio. Accordo il cui fulcro è la realizzazione della centrale elettrica alimentata a biomasse (olio di semi di girasole), per la quale le due società sono pronte a sostenere tutte le verifiche di compatibilità […]

Eridania-Sadam e PowerCrop ribadiscono la volontà di procedere nell’attuazione dell’accordo (siglato in Regione il 27 luglio 2007) per la riconversione dell’ex zuccherificio. Accordo il cui fulcro è la realizzazione della centrale elettrica alimentata a biomasse (olio di semi di girasole), per la quale le due società sono pronte a sostenere tutte le verifiche di compatibilità ambientale.
Questa, in sintesi, la risposta alla diffida a dare corso al progetto che il Comitato per la tutela dell’ambiente e della salute del Fermano aveva rivolto il 27 settembre scorso a Regione, Provincia di Ascoli Piceno, Comune di Fermo e alle due società.
A distanza di poco più di un mese, Eridania-Sadam e PowerCrop hanno inviato una lettera, a firma dei rispettivi amministratori delegati, alle istituzioni destinatarie, insieme a loro, dell’atto di diffida. Nella missiva vengono dettagliatamente spiegate le ragioni del rinnovato impegno a portare avanti il progetto previsto dall’accordo del luglio 2007. In primo luogo si ricorda l’impegno a garantire il mantenimento dei livelli produttivi e occupazionali, nel comparto agricolo e in quello industriale, venuti meno con la chiusura dello zuccherificio a seguito della riforma europea del settore bieticolo-saccarifero.
Altrettanto importante è “l’obiettivo della diversificazione delle fonti energetiche, riconosciuto di importanza strategica a livello nazionale e comunitario per ridurre la dipendenza dai Paesi produttori di combustibili fossili tradizionali”. Una delle strade indicate dalla Commissione Europea — sottolineano Eridania Sadam e PowerCrop — è “l’utilizzo crescente delle biomasse”, che hanno anche il vantaggio di ridurre l’emissione di gas responsabili dell’effetto serra, in accordo con quanto previsto dal protocollo di Kyoto. Abbiamo le carte in regola anche dal punto di vista ambientale — dicono in sostanza Eridania Sadam e PowerCrop.
L’atto di diffida del comitato si rivela dunque, secondo le due società, “un tentativo scomposto di creare un ingiustificato clima di allarme e diffidenza nei soggetti coinvolti su circostanze di fatto inesistenti”. A tutela della salute e dell’ambiente — si legge nella lettera —, “ogni aspetto del progetto definitivo dell’impianto sarà analizzato sulla base di criteri di natura scientifica”, nell’ambito della conferenza dei servizi (con tutte le amministrazioni competenti) e degli ulteriori procedimenti di verifica previsti dalla legge, a cominciare dalla Valutazione di impatto ambientale (Via). Una procedura, insomma, che garantirà “la più ampia pubblicità e partecipazione dei soggetti interessati, pubblici e privati”.
Sulla base di queste considerazioni, Eridania Sadam e PowerCrop annunciano a Regione, Provincia e Comune che “a breve presenteranno la domanda per l’autorizzazione unica alla costruzione e all’esercizio dell’impianto di produzione di energia elettrica da biomasse previsto dall’accordo di riconversione produttiva siglato il 27 luglio 2007. In sede di conferenza dei servizi e nei procedimenti di verifica ambientale che verranno conseguentemente avviati, potranno trovare espressione le osservazioni dei soggetti interessati”.
Paolo Marconi