• Articolo , 4 luglio 2011
  • Aviazione: l’Europa ha definito le quote da immettere nell’ETS

  • Grazie allo storico delle emissioni del comparto aviazione è stato definito il numero delle quote da immettere nell’ETS per il 2012 e per il periodo 2013-2020

(Rinnovabili.it) – Il Comitato EEA, composto dagli ambasciatori degli Stati EEA EFTA (Norvegia, Islanda e Liechtenstein e Svizzera) dai rappresentanti della Commissione europea e degli Stati membri europei, ha raggiunto un importante “accordo”:http://ec.europa.eu/clima/documentation/transport/aviation/docs/eea_01072011_en.pdf in merito ai livelli di emissioni consentite al settore aviazione che serviranno da base per il calcolo delle quote EEA di prossima assegnazione.
Le emissioni europee sono state fissate dalla Commissione Europea lo scorso 7 marzo a 219.476,343 tonnellate di CO2 a carico dei 27, cifra che rappresenta la media annuale delle emissioni per gli anni 2004, 2005 e 2006 per tutte le attività legate al comparto aviazione che rientrano negli ambiti di applicazione della normativa.
Il quantitativo totale di quote da assegnare agli operatori aerei è determinato sulla base dello “storico” delle emissioni di CO2 del settore aereo da cui deriva il quantitativo totale di quote del trasporto aereo da assegnare nel 2012 che sarà pari al 97% delle emissioni stimate a livello dell’EEA per il trasporto aereo. Nel periodo 2013-2020, invece, questa percentuale si ridurrà al 95% delle emissioni stimate a livello storico a carico dell’EEA.
I calcoli, effettuati da Eurocontrol (l’Organizzazione europea per la sicurezza della navigazione aerea) oltre a stabilire i livelli di emissioni degli aeromobili hanno tenuto conto degli attuali consumi di carburante, sia dei velivoli sia dei mezzi utilizzati per le attività ausiliarie all’interno degli aeroporti.
Secondo la Direttiva 2008/101/CE nel 2012 l’85% delle quote sarà distribuito gratuitamente agli operatori del settore mentre il 15% sarà messo in vendita mediante asta. Nel periodo 2013-2020 invece verranno concessi agli operatori l’82% delle quote, il 15% verrà messo all’asta e il restante 3% andrà a formare una riserva speciale per una ridistribuzione successiva a disposizione di eventuali nuove compagnie aeree.