• Articolo , 29 maggio 2009
  • Avvio di assemblea a sorpresa per A2A a Brescia.

  • Il presidente del consiglio di sorveglianza Renzo Capra ha detto che i Comuni di Brescia e Milano non possono votare in assemblea in quanto non sono stati rispettati gli obblighi di pubblicità relativi alla modifica del patto di sindacato stipulato sulle rispettive partecipazioni. In particolare Capra ha rilevato che la modifica, risalente al 9 aprile […]

Il presidente del consiglio di sorveglianza Renzo Capra ha detto che i Comuni di Brescia e Milano non possono votare in assemblea in quanto non sono stati rispettati gli obblighi di pubblicità relativi alla modifica del patto di sindacato stipulato sulle rispettive partecipazioni. In particolare Capra ha rilevato che la modifica, risalente al 9 aprile scorso, «non risulta depositata presso il registro delle imprese». Capra ha inoltre sottolineato che, in ogni caso, la lista presentata dai Comuni per eleggere 12 dei 15 componenti del Consiglio di Sorveglianza non è valida perchè al suo interno vi è Bruno Caparini, che ha omesso di indicare nel curriculum una sentenza per fallimento. «La situazione che si è venuta a creare, considerando che siamo una società quotata in Borsa, lascia amareggiati e sconcertati per l’assoluta mancanza di buonsenso» è stato il commento di Giuliano Zuccoli, presidente del Consiglio di Gestione di A2A. Alla fine la decisione di rinviare l’assemblea al 3 giugno in un mare di polemiche, con i Comuni azionisti di A2A che affermano di essere stati esclusi «illegittimamente dal voto nell’assemblea di A2A» e si riservano di chiamare Capra «a rispondere delle sue azioni in tutte le sedi competenti». «I motivi addotti» da Capra per escluderli dal voto, scrivono i Comuni, «sono infondati, pretestuosi e chiaramente ispirati dalla situazione di conflitto di interessi in cui lo stesso Presidente si trovava e si trova rispetto alle materie all’ordine del giorno (tra le quali la sua revoca, ndr.)». I Comuni imputano anche a Capra di non aver dato «alcuna preventiva informazione nè ai soci nè al mercato delle circostanze alla base delle proprie determinazioni, a lui note evidentemente da giorni».