• Articolo , 3 dicembre 2007
  • Bali, la speranza inizia da oggi

  • Sostituire e migliorare gli accordi di Kyoto: questo il principale obiettivo del summit in programma dal 3 al 14 dicembre. Presente per la prima volta anche l’Australia, dopo l’elezione del premier laburista

Si apre oggi a Bali in Indonesia la 13/a Conferenza internazionale sul clima sotto l’egida dell’Onu e che vede riuniti 190 delegati, rappresentanti dei paesi firmatari della Convenzione sul clima del 1992. Secondo gli organizzatori, le due settimane di negoziati potranno essere considerate un successo se getteranno le basi per un protocollo per il dopo 2012, che sostituirà quello firmato a Kyoto nel ’97. I due grandi temi su cui è richiesto uno sforzo collettivo, sono la stabilizzazione delle concentrazioni dei gas serra, e la scaletta delle priorità per l’accordo post Kyoto. Il segretario esecutivo della conferenza, Yvo de Boer ha sottolineato come “toccherà ai paesi sviluppati dare il buon esempio, visto che le nazioni in via di sviluppo devono contemporaneamente combattere la povertà”, proponendo inoltre ad Australia e Stati Uniti di aiutare gli altri paesi invece di imporre sanzioni contro di loro. E’ questa la prima volta in quasi 11 anni che l’Australia, paese con il più alto tasso pro capite di emissioni nel mondo, partecipa al summit delle Nazioni Unite sui cambiamenti climatici. Il primo atto ufficiale del neo premier Kevin Rudd, poco dopo il giuramento, fatto questa mattina a Canberra, è stato appuntoquello di ratificare il protocollo di Kyoto “come prova del nostro impegno nella lotta ai cambiamenti climatici”. Un monito a tagliare le emisssioni di gas australiane è arrivato oggi anche dall’Inghilterra, dove Nicholas Stern, economista e accademico che stilò per il governo inglese un prospetto di ipotetici costi portati dai cambiamenti climatici. La partecipazione dell’Australia ha ulteriormente isolato gli Stati Uniti, che ancora rifiutano di firmare. Il portavoce dell’Onu, Michele Montas, ha reso noto che oggi sarà presente alla Conferenza anche il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. In contemporanea si svolgerà la 3a Conferenza delle Parti che serve come incontro da una parte per l’Ue che vuole target di stabilizzazione della Co2 per stoppare l’aumento della temperatura a 2 gradi e dall’ altra per gli Usa contrari a impegni vincolanti. Sono previsti in tutto 6.000 partecipanti. (S.D.B)

h4{color:#D3612B;}. L’ultima spiaggia… esotica

_Le spiagge che contornano l’isola di Bali sono di quelle bellissime con le palme che sorgono da una sabbia bianca che sfuma nel blu del mare tropicale. Un’isola di sogno e da vacanze. Ma questa volta i seimila addetti ai lavori che vi si ritrovano saranno piuttosto alle prese con incubi e previsioni oscure. Non sarà proprio una vacanza…_

*di Maurizio Testa*

Il mondo, almeno quella parte che si interessa al proprio futuro, da oggi guarda con attenzione ed apprensione all’inaugurazione della Conferenza sul clima a Bali, oltre 190 paesi, si riuniscono per decidere se non sia il caso di darsi delle regole severe e rispettarle, affinché il mondo non scivoli in una deriva ambientale con conseguenze progressivamente peggiori sul clima, sulle acque, sulle terre, sulle specie vegetali e su quelle animali e quindi anche sull’uomo. E non si tratta solo di rischi per il nostro tenore di vita o la necessità energetica della nostra società ipertecnologica, dipendente dalle macchine per comunicare, per spostarci o anche solo per lavare i piatti o spazzare il pavimento di casa.
La situazione è semplice e grave allo stesso tempo, l’eccessiva quantità di gas serra, che le attività umane, e le loro macchine, immettono nell’atmosfera, creano un innalzamento della temperatura che destabilizza l’equilibrio ambientale e crea come conseguenze scompensi idrogeologici, mutamenti climatici, problemi di sopravvivenza di tutte le specie viventi.
Scioglimento dei ghiacci, innalzamento del livello del mare, desertificazione, malattie per le popolazioni, diminuzione delle riserve d’acqua, calo delle produzioni di materie prime alimentari. Ecco i fenomeni che colpiranno prima le popolazioni più povere ed esposte, ma che arriveranno poi anche a quelle ricche e industrializzate.
Ma non tutti, nonostante la concordanza di una numerosi e diversi studi scientifici sul processo sopra descritto, sono preoccupati.
C’è ancora qualcuno che parla di catastrofismo e non crede a queste previsioni, ritenendole irragionevolmente pessimistiche.
A nostro avviso questa posizione può essere definita S.D.E., ovvero Sindrome da Deficienza di Egoismo. Chi ne è colpito non è più in grado di capire che questo mondo sta correndo il grave pericolo di imboccare una via senza ritorno, con gravi conseguenze per se stessi, i propri figli e i nipoti. Perché noi è su questa terra che viviamo e dovrebbe essere nostro egoistico interesse conservarla nel modo migliore, o perlomeno assicurare uno standard che non permetta di danneggiarci, insomma quasi una mancanza di spirito di sopravvievenza che a volte investe gli individui, e a volte chi governa le sorti del mondo.
Comunque il male c’è, è grave e va assolutamente estirpato.
Un vecchio detto recitava che “il medico pietoso fece la piaga puzzolente”. E, forse ci sbaglieremo, ma non ci sembra di sentire proprio un buon odore in giro…