• Articolo , 10 dicembre 2007
  • Bali, ultima settimana

  • Sul piatto il finanziamento di progetti a livello globale e le ultime febbrili trattative per vincolare più severamente il comportamento energetico di tutti gli stati del mondo

Il Fondo per l’Ambiente Globale (Gef) e la Banca Mondiale (Bm) hanno lanciato a Bali, nel corso della Conferenza Onu sui cambiamenti climatici, il ‘Fondo della Terra’, che appoggera’ le iniziative più innovative delle imprese private nella lotta al surriscaldamento globale. Il Fondo prevedera’ crediti e altri tipi di incentivi con cui premiare le innovazioni nel settore dei biocombustibili di nuova generazione, del trattamento delle acque o delle fonti di energia rinnovabile. Gef contribuira’ al fondo con 34,4, milioni di euro e la Corporazione finanziaria internazionale (IFC), un’unita’ della Banca Mondiale che concede prestiti al settore privato, stanziera’ altri 6,82 milioni di euro. L’obiettivo dei fondatori e’ quello di arrivare ad almeno 136,4 milioni di euro con i contributi di altri donatori.

h4{color:#D3612B;}. La bozza del cambiamento climtico

Tutte le nazioni devono fare di più per combattere il cambiamento climatico, e i paesi ricchi devono aumentare il taglio alle emissioni di gas a effetto serra per evitare che l’impatto peggiori. Lo indica una proposta di bozza presentata oggi nel corso dei colloqui sul clima sotto l’egida degli Stati Uniti.
Il documento di quattro pagine, scritto da delegati di Indonesia, Australia e Sud Africa come una guida non ufficiale per i delegati di 190 nazioni che partecipano alla conferenza – che finirà il prossimo 14 dicembre – dice che all’interno del nuovo patto le nazioni in via di sviluppo devono almeno evitare l’aumento delle emissioni.
La bozza spiega che è “una prova scientifica inequivocabile” che “prevenire impatti peggiori del cambiamento climatico comporterà (da parte delle nazioni sviluppate) la riduzione delle emissioni in una forbice del 25-40% sotto i livelli del 1990 entro il 2020”.
Il documento è il primo che indica i contorni dei possibili obiettivi delle trattative su un nuovo accordo globale che sostituisca il Protocollo di Kyoto, il trattato che oggi impegna 36 nazioni a tagliare le emissioni di gas a effetto serra del 5% rispetto ai livelli del 1990 nel periodo 2008-2012.
“Gli sforzi attuali… non consentiranno di raggiungere le riduzioni di emissioni richieste”, dice il testo ottenuto da Reuters, che traccia un piano per evitare ulteriori fenomeni di siccità, ondate di calore, aumenti del livello dei mari.
“La sfida del cambiamento climatico chiede l’effettiva partecipazione di tutti i paesi”, dice il testo. Gli Stati Uniti sono fuori dal patto di Kyoto e le nazioni in via di sviluppo guidate da Cina e India non hanno alcun obiettivo per ridurre le emissioni entro il 2012.
Facendo eco alle conclusioni del comitato clima Onu di quest’anno, la bozza afferma che le emissioni mondiali di gas a effetto serra dovrebbero raggiungere il “picco nei prossimi 10 o 15 anni ed essere ridotte a livelli molto bassi, ben al di sotto dei livelli del 2000, entro il 2050.
Il documento indica tre opzioni per la strada da seguire dopo Bali: si va da trattative non impegnative nei prossimi due anni a una scadenza per adottare un nuovo patto globale al vertice Onu su clima di Copenhagen alla fine del 2009.

Per le informazioni sulle precedenti giornate

“2 dicembre 2007”:http://www.rinnovabili.it/al-via-il-summit-mondiale-di-bali-700094

“3 dicembre 2007”:http://www.rinnovabili.it/al-via-il-summit-mondiale-di-bali-700094

“4 dicembre 2007”:http://www.rinnovabili.it/bali-le-parti-si-organizzano-700107

“5 dicembre 2007”:http://www.rinnovabili.it/bali-guerra-alla-deforestazione-500070

“6 dicembre 2007”:http://www.rinnovabili.it/climaitalia-in-graduatoria-tra-i-paesi-piu-inquinanti-700130