• Articolo , 1 febbraio 2008
  • Banca Agrileasing per il fotovoltaico

  • Banca Agrileasing ha sviluppato una particolare formula leasing riservata alle imprese e dedicata alla diffusione di forme di energia rinnovabile. Dopo il finanziamento, nel 2006, per la realizzazione di un Parco Eolico nel comune di Montemurro, in Basilicata (36 torri eoliche per un ammontare di 34,8 milioni di euro), la società di leasing del Credito […]

Banca Agrileasing ha sviluppato una particolare formula leasing riservata alle imprese e dedicata alla diffusione di forme di energia rinnovabile. Dopo il finanziamento, nel 2006, per la realizzazione di un Parco Eolico nel comune di Montemurro, in Basilicata (36 torri eoliche per un ammontare di 34,8 milioni di euro), la società di leasing del Credito Cooperativo ha confezionato un prodotto ad hoc per finanziare impianti fotovoltaici, in particolare gli impianti che danno energia sfruttando le radiazioni del sole con una potenza di generazione compresa tra i 20 e i 1.000 Kw. Le formule sono diverse in base al livello di integrazione architettonica. Così si va dal posizionamento su superfici esterne degli immobili a ipotesi in cui le celle fotovoltaiche sono ubicate al suolo. Il tutto con tempi veloci e procedure trasparenti e ben definite.
L’obiettivo è di produrre elettricità nel rispetto dell’ambiente e in linea con le nuove esigenze del mercato. Infatti cresce in Italia la domanda di energia prodotta dalle fonti rinnovabili. Una richiesta spinta dall’alterazione climatica che sta subendo il pianeta e dalle prime applicazioni concrete del Protocollo di Kyoto. Un atto che impegna gli Stati firmatari, tra cui l’Italia, ad attuare un taglio del 5,2% delle emissioni inquinanti misurate nel 1990 entro la fine del 2012. La ratifica del Protocollo da parte di un numero consistente di paesi industrializzati ha messo in moto un meccanismo di sostituzione dei combustibili fossili (maggiori responsabili delle immissioni nell’atmosfera di Co2) con fonti eco-compatibili.
Una necessità urgente se si tiene conto che, secondo un recente rapporto delle Nazioni Unite, per evitare il collasso ecologico ed economico del pianeta occorre ridurre del 60% l’inquinamento da gas serra entro il 2060. Il cambiamento dei metodi per ottenere elettricità è dunque improrogabile anche per l’Italia che si è data l’obiettivo di ottenere entro il 2016 tremila megawatt di energia fotovoltaica. Proprio per spingere lo sviluppo in questa direzione non sono mancati in Italia gli strumenti di agevolazione e gli incentivi per la riconversione energetica.
È il caso dell’introduzione del Conto Energia, un sistema che consente a imprenditori e privati che producono autonomamente energia “verde” di immetterla nel mercato a fronte di una remunerazione vantaggiosa (che va da un minimo di 36 a un massimo di 49 centesimi per kilowattora) e con tariffe garantite per 20 anni.