• Articolo , 19 giugno 2009
  • Bangladesh, orologi avanti di un’ora per risparmiare energia

  • Lancette in avanti per bangladesi nel tentativo mettere in campo tutte le armi possibili contro la predetta crisi energetica nazionale del 2011

(Rinnovabili.it) – L’ultima trovata in materia di riduzione dei consumi elettrici arriva dall’Asia meridionale e più precisamente dal Bangladesh, dove a partire da questa sera alle 23, ora locale, gli orologi saranno spostati avanti di un’ora con lo scopo di sfruttare al meglio la luce del sole e risparmiare energia. “Ciò significa praticamente che i cittadini inizieranno il loro lavoro un’ora prima del solito, ma i tanti stabilimenti che lavorano fino al tramonto in realtà chiuderanno prima riducendo la pressione sulla domanda energetica”, ha rivelato giornale The Daily Star.
La decisione del governo di Dhaka sarà in vigore per 103 giorni, dall’inizio della mezzanotte fino a venerdì 1 ottobre, quando l’orologio sarà regolato nuovamente indietro di un’ora.
In realtà non è il primo paese ad adottare una simile mossa, e da tempo le compagnie elettriche riportano annualmente quelli che sono i benefici della tradizionale ora legale.
In Italia ad esempio la società Terna ha previsto un risparmio dovuto all’allungamento delle ore di luce di 646,2 milioni di kWh, oltre 342mila tonnellate di CO2. Eppure c’è chi rimane scettico nei confronti del guadagno determinato dallo spostamento in avanti delle lancette. Nel 2008 l’Università della California ha mostrato, dati alla mano, che l’ora legale provocherebbe, addirittura, un aumento dei consumi.
“È un dato di fatto che si accendono meno lampadine e si consuma meno energia, almeno nei mesi primaverili. – aveva commentato Matthew Kotchen, tra gli autori dello studio – Man mano che l’estate avanza però, i pomeriggi diventano più caldi. Essendo anche più lunghi comportano un consumo superiore di energia per i condizionatori che è decisamente maggiore di quella risparmiata con l’illuminazione”.
Un problema forse meno sentito in un paese come il Bangladesh che rischia di andare incontro a una grave crisi energetica entro il 2011. L’energia infatti costituisce il vero punto debole del sistema nazionale che a fronte di una richiesta media di elettricità di oltre 4.500 MW dimostra una capacità di 3.650 MW.