• Articolo , 6 novembre 2009
  • Barcellona/1: da Copenhagn un accordo solo moralmente vincolante?

  • L’ultimo giorno della conferenza di Barcellona si apre sempre più nel segno negativo, le prospettive per il summit di Copenhagen sono pessimistiche e anche all’Onu parlano ormai di una accordo solo morale

(Rinnovabili.it) – Ultimo giorno di colloqui dei negoziatori ONU sul clima in Spagna dove stanno discutendo una formula per un accordo tra le 192 nazioni, relativo alla lotta contro il riscaldamento globale nella conferenza del prossimo mese in Danimarca.
Le nazioni europee minimizzano le aspettative nei confronti di un trattato legalmente vincolante che possa nascere dal vertice del mese prossimo a Copenaghen. Lo stesso capo della Segreteria del clima dell’Onu, Ivo de Boer, ha ammesso che qualsiasi decisione fosse accettata a Copenaghen sarebbe solo “moralmente vincolante”.
A questo punto quindi si sta lavorando al raggiungimento di un accordo di tipo politico che permetterebbe alle nazioni industrializzate di poter assumere impegni per il taglio del gas serra, che non saranno giuridicamente vincolanti (quindi senza scadenze e senza sanzioni).
Questa, che sembra ormai la convinzione di una gran pare dei partecipanti, dipende anche dal fatto che molti paesi, vedi ad esempio gli Usa, non saranno pronti politicamente a partecipare ad un trattato, ne tantomeno a firmare un accordo, almeno finché la propria legge su clima-energia non sarà approvata dal Congresso, (cosa che dovrebbe verificarsi non prima del 2010).
Ma con le soluzioni “moralmente vincolanti” si riuscirà a trovare la volontà e le risorse per evitare un cambiamento climatico irreversibile? E quanto conterebbero questi vincoli morali a spingere i Paesi della Terra a trovare, in tempo, un accordo definitivo, condiviso ed efficace?