• Articolo , 16 marzo 2009
  • Barnstone (Iri): estate torrida e caldo record tra giugno e agosto

  • Previsioni di caldo torrido in questa prossima estate, ma anche la primavera ci riserva temperature sopra alla media, però…

L’esperto Tony Barnstone, direttore del dipartimento previsioni climatiche dell’Iri (International Research Institute) for Climate and Society della Columbia University prevede un’estate torrida.
I base ai suoi studi, calcola che il caldo crescerà soprattutto tra giugno e agosto, e questo significa che aumenteranno ancora le possibilità di temperature più alte, soprattutto in Sicilia dove ci saranno ondate di calore in tutti i maggiori centri urbani, ma anche nel Nord Africa e nei Paesi medio-orientali: da Israele alla Siria.
Il climatologo ha spiegato alla stampa che: “Le giornate di brutto tempo e le piogge rimarranno più o meno sui livelli dello scorso anno”.
Questo significa che anche il termometro in primavera potrebbe far segnare temperature più alte della media stagionale: “Tenendo conto di alcuni fattori come effetto serra, temperature delle acque del Mediterraneo e dati inviati dai satelliti – aggiunge Barnstone – abbiamo calcolato che ci sono 45 possibilità su 100 che già fin da maggio le temperature siano più calde della media”.
Secondo il magazine “Focus” (lo stesso che ha pubbblicato l’intervista a Barnstone) due vulcani dell’Alaska (Redoubt e Cleveland) e cinque della penisola di Kamchatka in Russia, rischiano di esplodere contemporaneamente con il massimo dell’energia. Se così fosse, altererebbero il clima dell’emisfero nord per qualche anno.
Questi vulcani si trovano da mesi in attività, in uno stato classificato tra il giallo e l’arancio: ciò significa allerta e che potrebbero eruttare a breve. Essendosi originati dallo scontro della placca oceanica con quella americana-asiatica, sono di tipo esplosivo: l’energia dell’eruzione può proiettare le ceneri e i gas emessi fino nella stratosfera, dove rimarrebbe a lungo.
Queste sostanze potrebbero schermare i raggi solari contribuendo ad un certo raffreddamento della superficie terrestre. Una simile vicenda avvenne, quando eruttò il Pinatubo, nelle Filippine. Era il 1991 e la temperatura scese per circa due anni di quasi un grado nell’emisfero nord.