• Articolo , 3 dicembre 2009
  • Barroso: a Copenhagen è importante la buona volontà

  • Il presidente della Commissione europea, Manuel Barroso, ha sottolineato la posizione che l’Europa porterà al tavolo dei negoziati sul Clima invitando i partecipanti ad impegnarsi concretamente

(Rinnovabili.it) – Dopo aver incontrato, nell’odierna mattinata, l’economista Lord Stern e al Dott. Pachauri, presidente dell’IPCC, José Manuel Durão Barroso, Presidente della Commissione europea, ha sottolineato l’importante ruolo che le due personalità hanno e in particolar modo avranno durante le prossime due settimane, nelle quali tutta l’attenzione sarà concentrata sulle decisioni riguardanti la lotta al cambiamento climatico.
“Ci stiamo avvicinando al momento della verità a Copenaghen. Le parole non bastano più – ora abbiamo bisogno di vedere impegni che provengano da tutti i lati. Voglio che da Copenaghen esca un testo semplice, comprensibile e chiaro, che sia politicamente vincolante per tutti i Paesi mentre riflette le nostre comuni responsabilità, differenziandole, naturalmente. Non vogliamo un trattato, che sia chiaro, ma un percorso che illumini per ottenere un accordo legale che rispetterà il limite di 2 °C”.
Il presidente ha poi voluto sottolineare l’impegno dimostrato dalle diverse comunità, comprese le ONG e gli attivisti oltre agli uomini d’affari e ai politici, intenzionati a raggiungere un accordo ambizioso.
“Qual è la mia percezione della situazione? Sono incoraggiato dall’impegno dei circa 90 capi a partecipare a Copenaghen. La crescente disponibilità a mettere numeri concreti sul tavolo è incoraggiante come anche l’annuncio recente della Cina del target di riduzione del carbonio. E’ un passo significativo, un altro grande Paese in via di sviluppo pronto a procedere con un impegno chiaro”.
All’incontro sul Clima Barroso non punta ad ottenere un accordo concreto, ritiene importante che tutti i partecipanti dimostrino effettivamente il loro interesse nei confronti della reale problematica relativa ai possibili effetti nefasti che potrebbero derivare dall’innalzamento della temperatura globale che dovrà perciò essere mantenuta sotto i 2 °C limitando principalmente le emissioni dannose.
“Vorrei ricordare a tutti che l’Europa è pronta a proporre il 30% al tavolo dei negoziati, ma solo se ci saranno impegni significativi da parte di Paesi sviluppati e adeguati contributi da parte di Paesi in via di sviluppo. Possiamo e dobbiamo negoziare con gli altri Paesi, ma un gioco basato sul “dopo di voi, Claude” non ci aiuterà. È per questo che abbiamo fatto il primo passo, con il nostro target del 20% unilaterale e incondizionato e con l’offerta di salire fino al 30%. Non possiamo per ora promettere di più, se gli altri non faranno proposte accettabili. Per questo li stiamo sollecitando a muoversi al meglio delle loro capacità”.