• Articolo , 17 novembre 2010
  • Battesimo per Gmos, l’osservatorio mondiale sull’inquinamento da mercurio

  • Presentato oggi a Roma il Global Mercury Observation System, l’osservatorio mondiale che monitorerà l’inquinamento atmosferico da mercurio grazie alle rilevazioni che verranno trasmesse in tempo reale da più di 40 siti localizzati in tutto il mondo

(Rinnovabili.it) – Una rete con 40 siti fissi, postazioni off-shore, campagne oceanografiche e piattaforme aeree in grado di monitorare in tempo reale l’andamento e le dinamiche dell’inquinamento atmosferico da mercurio. Tutto questo sarà possibile grazie al _Global Mercury Observation System_ – *Gmos*, l’osservatorio mondiale in grado di monitorare l’inquinamento atmosferico da mercurio al variare delle condizioni meteorologiche e delle emissioni. L’osservatorio sta per essere presentato oggi a Roma alla comunità scientifica e alla stampa nella cornice del Consiglio Nazionale delle Ricerche, in occasione del kick-off meeting dell’omonimo progetto europeo ‘Global Mercury Observation System’ in calendario fino al prossimo 19 novembre.
Un progetto che si pone delle “mete” molto ambiziose come ha sottolineato Nicola Pirrone, direttore dell’Istituto sull’inquinamento atmosferico (Iia-Cnr) e coordinatore Gmos “Obiettivo del progetto è realizzare un’infrastruttura di osservazione in grado di fornire dati essenziali per verificare l’efficacia delle politiche ambientali internazionali: dalla convenzione internazionale sull’inquinamento atmosferico globale fino alla strategia europea attuale e al futuro trattato internazionale sull’inquinamento da mercurio, in corso di definizione in vista del prossimo Governing Council dell’Unep, il programma ambiente delle Nazioni Unite”.
L’osservatorio, che avrà un costo complessivo di circa dieci milioni di euro, coinvolgerà 34 atenei e istituti di ricerca internazionali, mentre l’infrastruttura per effettuare rilevazioni e osservazioni comprenderà 40 siti a diverse altitudini e latitudini, comprese le aree polari, tra cui Ny Alesund sulle Svalbard Islands in Artico e la base italo-francese Dome-C in Antartide. Tutti siti che saranno collegati in tempo reale al centro di acquisizione ed elaborazione dati presso la Sezione di Rende dell’Iia-Cnr, che coordina il progetto e fornirà i dati alla Commissione Europea e alle maggiori istituzioni internazionali.