• Articolo , 20 novembre 2009
  • Bei: 170 mln per il calore della terra nel paese dei ghiacci

  • Il contratto di finanziamento è stato firmato oggi a Reykjavik dal Vice Presidente della BEI Eva Šrejber e dall’ad della compagnia energetica nazionale Hjörleifur B. Kvaran

(Rinnovabili.it) – Fiumi glaciali e vulcani, questa la contraddizione che vive l’Islanda, ma che la rende più di ogni altro stato Regina delle rinnovabili. Il paese nordico grazie alle proprie fonti idroelettriche e geotermiche ottiene oltre il 70% dell’energia necessaria alla popolazione, e la quota di produzione elettrica proveniente dalle ecoenergie è prossima al 100%.
La percentuale potrebbe raggiungere cifra piena con l’espansione della capacità di energia geotermica di Orkuveita Reykjavikur (Reykjavik Energy). La società islandese, infatti, ha firmato oggi l’accordo di finanziamento con la Banca Europea degli Investimenti (BEI) per un prestito di 170 milioni:nel dettaglio il fondo sarà impiegato per l’ampliamento del complesso geotermico Hellisheidi di ulteriori 90 MW e la costruzione di un nuovo impianto della stessa potenza a Hverahlíð.
L’obiettivo di queste nuove unità è principalmente quello di soddisfare la domanda crescente di elettricità nei settori industriali orientati verso l’esportazione, in particolar modo rifornendo due fonderie di alluminio, una già esistente ed una di prossima costruzione.
Perfettamente in linea dunque con la politica dell’Unione europea di promozione dell’uso dell’energia rinnovabile il progetto è stato salutato con soddisfazione dal Vicepresidente della BEI Eva Šrejber, co-firmatario dell’accordo: “Siamo lieti di sostenere questa tecnologia ecocompatibile per contribuire alla ripresa economica dell’Islanda e per continuare la cooperazione con i nostri partner”.