• Articolo , 2 aprile 2009
  • Berlino procede verso la legge sul geosequestro di CO2

  • Avanza in Germania la proposta di legge atta a creare la cornice legale per la sperimentazione per della tecnologia di cattura e sequestro dei fumi delle centrali a carbone

Il Gabinetto Tedesco ha dato ieri il via libera al progetto di legge in materia di cattura e stoccaggio delle emissioni di biossido di carbonio, spianando la strada all’ulteriore sviluppo di tecnologie in grado di ridurre l’inquinamento proveniente dalle centrali a carbone. Per la Germania si tratta di una scommessa non da poco, dal momento che da suddetto combustibile ottiene il 50% del suo fabbisogno energetico: quota che senza la CCS (carbon capture and storage) il Paese non potrà mantenere una volta entrate in azione le restrittive normative EU contro l’inquinamento prodotto dagli impianti a cabone. Il via libera arriva però dopo mesi di braccio di ferro fra Karl- Theodor zu Guttenberg, ministro dell’Economia e Sigmar Gabriel, dell’Ambiente secondo cui “gli impianti a carbone avranno un futuro soltanto se inizieranno ad essere meno pericolosi per il clima e il CCS offrire una prospettiva a ciò”. La proposta di legge agevola il quadro nazionale in cui le compagnie E. ON e Vattenfall Europe stanno portando avanti tre progetti pilota che mirano sperimentare e testare la tecnologia con sufficiente anticipo rispetto all’introduzione su larga scala dopo il 2020. . Se il Parlamento approverà la legge – secondo Gabriel potrebbe avvenire anche prima della pausa estiva -, i previsti test potranno procedere in un quadro di riferimento che tutela maggiormente la sicurezza del processo e il governo potrà analizzarne i risultati già nel 2015.