• Articolo , 2 marzo 2009
  • Berlusconi: al G8 verifica su pacchetto clima Ue

  • Forse la situazione debitoria dell’Enel può creare problemi all’accordo Edf-Enel, che Berlusconi e Sarkozy hanno tanto enfatizzato? Se ne interrogano oggi i giornali economici europei, mentre il nostro premier pensa al prossimo G8 e alle questioni ambientali legate ai temi del meeting

Quando parla delle decisioni che il G8 dovrà assumere, il nostro premier dichiara che sarà “un momento importante per verificare la volontà dei Paesi nell’affrontare il tema del clima e la loro disponibilita a sostenere gli impegni che sono stati fissati in sede europea”, a proposito della riunione del G8 che si terrà all’isola Maddalena a luglio e che sarà lui stesso a presiedere.
Non solo. Il premier ribadisce poi che “abbiamo davanti un periodo di intensa collaborazione internazionale”, e quindi “è molto importante che si confrontino prima i leader occidentali, che condividono gli stessi valori e gli stessi principi”.
Intanto in casa il premier si fa forza di quella”politica del fare” che lo ha portato a siglare l’accordo con la Francia (Edf/Enel) per le centrali nucleri in Italia. Ma le cose non sembrano così semplici. Intanto nel nostro paese c’è una forte resistenza delle istituzioni e della popolazione locali alle installazioni di vario tipo (Tav, rigassificatori e addirittura parchi eolici). E poi c’è una novità odierna che potrebbe complicare tutto.
Sembra infatti che proprio l’Enel sia sotto osservazione dai suoi investitori, perchè l’azienda non avrebbe un piano chiaro per ridurre il debito netto. Questo almeno è quanto pubblica oggi il quotidiano inglese “Wall Street Journal”, secondo il quale la società sta pensando ad un aumento di capitale, come un’opzione per alleggerire il debito, dopo il “take-over” di Endesa.
Il quotidiano scrive che Enel non ha rivelato l’entità della raccolta per un possibile aumento di capitale. Ma con l’attuale crisi finanziaria è ovvio che i debiti siano «sotto lo scrutinio» degli investitori, commenta il quotidiano economico newyorchese.
“Gran parte del debito – spiega il Wall Street Journal – viene dal take-over di Endesa, la società spagnola che nel 2007 l’Enel aveva acquisito insieme al gruppo spagnolo Acciona. In base all’accordo, Acciona aveva un’opzione put che nel marzo 2010 avrebbe potuto costringere Enel a comprare la quota del 25% che Acciona deteneva in Endesa per 11 miliardi di euro. La settimana scorsa, Acciona ha accettato di vendere la sua quota per 11,1 miliardi di euro, dopo le pressioni delle banche perché alleggerisse il suo debito. Anche se così acquisisce il pieno controllo di Endesa –sottolinea il Wall Street Journal – Enel ha dovuto trovare ulteriori 8 miliardi di euro di finanziamenti presso le banche italiane e spagnole. Il prestito, combinato con il consolidamento del debito di Endesa, aggiungerà 11,7 miliardi all’indebitamento dell’Enel, che nel 2010 deve affrontare 13,4 miliardi di debiti giunti a maturazione. L’anno scorso Enel ha messo in vendita asset non core. In dicembre ha deciso di vendere a Terna la sua rete ad alta tensione per 1,15 miliardi. Tuttavia – conclude il Wall Street Journal – i suoi sforzi per la vendita o lo spinoff di altri asset, come le operazioni nelle energie rinnovabili, sono stati rallentati da oscillazioni del prezzo del petrolio e dallo scompiglio sui mercati finanziari».
Ma i conti dell’Enel, come protagonista italiana dell’accordo nucleare Italia-Francia, attirano oggi anche l’attenzione di un quotidiano francese “Les Echos”. «Il numero italiano uno dell’elettricità – ha messo on line sul suo sito il giornale economico francese – ha indicato che il lancio di un aumento di capitale è un’opzione allo studio, ma che il suo consiglio d’amministrazione non ha ancora preso una decisione”.