• Articolo , 13 giugno 2011
  • Berlusconi, retromarcia dal nucleare alle rinnovabili

  • Il Premier in conferenza stampa: “Probabilmente a seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, dovremo dire addio all’opzione delle centrali nucleari”

(Rinnovabili.it) – Mancavano ancora due ore dalla chiusura dei seggi e c’era già chi diceva addio all’energia nucleare. Non parliamo di quanti hanno seguito in presa diretta le proiezioni del Viminale che andavano man mano documentando l’affluenza alle urne, bensì del presidente Silvio Berlusconi che, a giochi quasi fatti, è intervenuto sulla questione. “Credo che lo sviluppo delle energie rinnovabili sia assolutamente importante anche per quanto riguarda l’Italia che, probabilmente, a seguito di una decisione che il popolo italiano sta prendendo in queste ore, *dovrà dire addio all’opzione delle centrali nucleari*”. Il premier si è così espresso dalla conferenza stampa a Villa Madama al termine del vertice con il presidente israeliano Benjamin Netanyahu. Un addio che, come sottolinea lo stesso Berlusconi, dovrà necessariamente “concentrarsi sullo sviluppo delle energie rinnovabili argomento sul quale è stato firmato un accordo con Israele”. E la retromarcia forzata del Governo sulla questione nucleare è per il Ministro dell’Ambiente un passo che rende le fonti di energia verde “ulteriormente importanti e strategiche per l’equilibrio energetico del nostro paese”. “L’energia pulita – ha fatto sapere il ministro a commento di quanto già espresso dal premier – è un settore in grandissima espansione ed oggi occorre guardarla con un orizzonte che vada ben oltre il 2020, data che fissa gli impegni internazionali del nostro paese in materia di rinnovabili. Su questo tema esiste una vasta adesione bipartisan. Dobbiamo guardare lontano, rafforzando la strategia intrapresa dal Governo che vede nelle rinnovabili non solo un essenziale contributo ai bisogni energetici ma anche una fondamentale filiera di sviluppo imprenditoriale e occupazionale, affinché l’Italia possa avere un ruolo da protagonista nell’economia del domani”.