• Articolo , 3 ottobre 2008
  • Biden – Paulin botta e risposta sull’energia

  • Nell’atteso confronto con i due candidati vicepresidenti, uno dei temi più importanti è stato ovviamente l’energia e le scelte in materia del prossimo governo USA

Gli americani sono certamente presi dallo scontro elettorale per il prossimo presidente, ma adesso forse sono più sensibili al problema energetico e soprattutto al costo dell’energia. Ma quello che oggi è in cima alle preoccupazione dei cittadini USA è la grave crisi economica di cui i mutui subprime sono stati solo la goccia che ha fatto traboccare il vaso.
Nonostante tutto, l’evento televisivo, trasmesso dall’emittente pubblica PBS, che riguarda le elezioni e più specificamente il dibattito tra i “vice”, Sarah Palin, repubblicana, e Joe Biden, democratico, è stato comunque un evento mediatico di richiamo. Nel corso del confronto si è parlato ovviamente anche di energia, uno dei temi centrali della campagna elettorale. E’ un argomento che la Palin tratta continuamente anche quando è fuori contesto. Ha offerto al paese le politiche energetiche che sostiene di aver sperimentato in Alaska e dichiara di volersi dedicare alla soluzione del problema del surriscaldamento globale anche se ha, ancora una volta, ribadito che non vuole perder tempo nella ricerca delle sue cause, optando quindi per intensificare la ricerca petrolifera nel paese (ha anche canticchiato gioiosamente “drill, baby, drill!”: trivella, piccola, trivella) slogan dei trivellatori più radicali. Dal canto suo Biden risponde che ovviamente se non si conosce la causa dell’inquinamento, secondo lui dovuta alla crescita delle emissioni nocive, non esistono nemmeno le basi per programmare una politica energetica.
E infatti il piano Obama, diversamente da quello di McCain, prevede una riduzione severa della dipendenza degli USA dal petrolio.