• Articolo , 3 dicembre 2008
  • Biella: Governo ed efficienza energetica

  • Con il cosiddetto pacchetto anticrisi appena approvato, il Governo rende più difficile l’accesso agli incentivi per l’efficienza energetica e il risparmio, cancellando una misura introdotta con la finanziaria 2008 che prevedeva la detrazione del 55 per cento dall’Irpef per i cittadini che installano pannelli solari per la produzione di acqua calda. Essi sostituiscono gli impianti […]

Con il cosiddetto pacchetto anticrisi appena approvato, il Governo rende più difficile l’accesso agli incentivi per l’efficienza energetica e il risparmio, cancellando una misura introdotta con la finanziaria 2008 che prevedeva la detrazione del 55 per cento dall’Irpef per i cittadini che installano pannelli solari per la produzione di acqua calda.
Essi sostituiscono gli impianti di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione e gli impianti di riscaldamento con pompe di calore e con impianti geotermici a bassa entalpia (quantità di energia che un sistema termodinamico può scambiare con l’ambiente).
L’assessore all’ambiente Davide Bazzini interviene sul tema con la dichiarazione che segue.
«Energie rinnovabili ed efficienza energetica sono diventate una priorità insieme ambientale, economica e sociale.
Le scelte di politica energetica attivate per il Biellese hanno perciò dato centralità all’efficienza energetica e alla produzione da energie rinnovabili.
Che complessivamente rappresentano ormai circa il 18 per cento della produzione locale di energia, con una crescita di oltre quattro punti percentuali nell’ultimo biennio.
Il fotovoltaico, ad esempio è cresciuto dallo 0,01 del 2004 al 7,5 per cento previsto per il 2009. Inoltre, secondo gli ultimi rilevamenti dell’Osservatorio ambientale dell’Istat, il Biellese è al terzo posto in Italia e primo in Piemonte nel risparmio energetico per usi domestici, con una diminuzione media di 207,6 kwh (kilowatt/ora) per abitante, laddove la diminuzione nazionale è di 76 kwh: sopra di noi solo Bolzano (288,3 kwh) e Bergamo (209,9 kwh).
A crescere sono stati non solo gli investimenti sia pubblici che privati, ma anche e soprattutto quella filiera locale composta di progettisti, produttori, installatori che bene è rappresentata nel successo della fiera di settore “Ecolife” appena conclusasi.
Un settore dell’economia locale in crescita che rischia di subire una notevole battuta di arresto. I provvedimenti presi dal governo mettono infatti a rischio tanto le richieste di detrazione fiscale del 55 per cento già attivate quanto quelle future, rendendo più difficile (e in certi casi impossibile) ottenere sgravi fiscali per chi intende risparmiare energia (come previsto dalla legge 296/2006).
Il decreto rende molto più complesso il percorso per ottenere le detrazioni fiscali del 55 per cento delle spese sostenute per il pannello fotovoltaico, la caldaia o l’isolamento della casa.
Per le spese sostenute dopo il 31 dicembre 2007, i contribuenti dovranno infatti inviare all’Agenzia delle entrate “un’apposita istanza per consentire il monitoraggio della spesa e la verifica del rispetto dei limiti di spesa complessivi”.
Decorsi i 30 giorni senza esplicita comunicazione di accoglimento “l’assenso si intende non fornito” e il cittadino non potrà usufruire della detrazione.
Un modo “elegante e burocratico” da parte del governo per dare un colpo mortale con effetti retroattivi alle ristrutturazioni edilizie a fini ambientali. Chi ha realizzato l’intervento sulla sua casa nel 2008 (230mila famiglie) potrà rimetterci fino a 15mila euro.
Chi aveva intenzione di farlo si fermerà. Invece che rilanciare lo sviluppo di un settore strategico, il governo va contro le famiglie e le aziende.
Incentivi semplici, trasparenti e sicuri diventano ora complicati, discrezionali e limitati. In occasione del recente convegno svoltosi a Ecolife sulle energie rinnovabili, furono gli artigiani, i periti industriali, gli operatori di settore a segnalare al Sottosegretario On. Alessandri la necessità di mantenere le detrazioni fiscali al 55 per cento.
Dallo stesso Alessandri e dall’On. Simonetti nei giorni successivi furono pronunciate parole rassicuranti. Ora sappiamo che, forse già allora, quelle parole non corrispondevano a verità.
Ora sappiamo che la realtà è diversa. Che la salvaguardia dell’ambiente, la promozione dell’energia pulita, il rispetto degli investimenti fatti da tante famiglie, il sostegno a un settore economico in crescita sono stati cancellati, una domenica mattina di novembre.
Chiediamo al governo di ripensarci, chiediamo ai parlamentari locali di rappresentare seriamente un territorio che sulle politiche energetiche ha mosso passi importanti».