• Articolo , 5 gennaio 2008
  • Biocarburanti anche dalle pesche… marce

  • Con un assegno di ricerca dal South Carolina Peach Council, Caye Drapcho, ingegnere della Clemson University, sta utilizzando dei batteri per generare idrogeno dal putrefazione delle pesche. “Lavorando con il Peach Council, i frutti non adatti alla vendita possono essere facilmente convertiti in biofuel da questi microrganismi” ha detto Drapcho. I batteri che utilizza, i […]

Con un assegno di ricerca dal South Carolina Peach Council, Caye Drapcho, ingegnere della Clemson University, sta utilizzando dei batteri per generare idrogeno dal putrefazione delle pesche. “Lavorando con il Peach Council, i frutti non adatti alla vendita possono essere facilmente convertiti in biofuel da questi microrganismi” ha detto Drapcho. I batteri che utilizza, i Thermotoga neapolitana, sono in grado di vivere in condizioni estreme: normalmente proliferano alle alte temperature registrabili nelle profondità oceaniche, in prossimità di bocche vulcaniche. In laboratorio, grazie a questi microbi si possono ottenere bioprodotti di degradazione gassosi contenenti fino al 80 per cento di idrogeno, benché la produzione normalmente si aggiri intorno al 25-30%. Ciò potrebbe rendere economicamente conveniente la produzione di biocarburanti dalle pesche, in quanto contengono un’alta percentuale di zuccheri, ottima base di conversione. In tal modo, ogni anno, si potrebbe anche porre rimedio allo spreco di più di 20 milioni di sterline di pesche non commerciabili. (fonte Clemson University)