• Articolo , 1 ottobre 2009
  • Biocarburanti dai rifiuti per tagliare l’80% delle emissioni di CO2

  • Un team di scienziati internazionali sostiene che la conversione della spazzatura in biocarburante possa essere la risposta più efficace a crisi energetica e climatica.

(Rinnovabili.it) – Trovare una valida soluzione alla fame energetica che risolva contemporaneamente la crisi climatica abbassando il livello di emissioni antropiche. Per prendere due piccioni con una fava alcuni scienziati di Singapore e Svizzera sostengono non ci sia strada migliore di quella dell’energia dai rifiuti. Convertire le discariche in sorgenti di biocarburanti sarebbe per gli scienziati una strategia valida per ottenere una riduzione delle emissioni mondiali di carbonio addirittura dell’80%. I biocarburanti prodotti da colture alimentari hanno dato prova di essere alquanto controversi, richiedendo un aumento della produzione agricola con annessi gravi costi ambientali. Al contrario i combustibili di origine cellulosica, oltre a non entrare in competizione con l’alimentazione, – spiegano gli scienziati – possono offrire drammatica riduzione delle emissioni senzaripercussioni sull’ambiente.
“I nostri risultati – ha affermato l’autore dello studio, Ugo Tan della National University of Singapore – suggeriscono che il combustibile ottenuto dalla biomassa dei rifiuti trattati, come carta e cartone, è una soluzione energetica pulita e promettente”. “Se pienamente sviluppato questo biofuel potrebbe allo stesso tempo soddisfare una parte dell’energia di cui il mondo ha bisogno e ridurre le emissioni climalteranti mentre rallenta la dipendenza dai combustibili fossili”, ha aggiunto.
Il team ha utilizzato l’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite per stimare la produzione di rifiuti in 173 paesi, abbinato alle informazioni il database Earthtrends per calcolare la quantità di benzina consumate in quegli stessi. L’équipe ha così scoperto che a partire da rifiuti mondiali delle discariche si potrebbe produrre ben 82,93 miliardi di litri di etanolo cellulosico e che, sostituendo la benzina con i biocarburanti così ottenuti, le emissioni di carbonio livello globale potrebbe essere ridotto di cifre che vanno dal 29,2% all’86,1% per ogni unità di energia prodotta.
“Se questa tecnologia continua a migliorare e maturare questi numeri sono destinati a crescere”, ha concluso Dr. Lian Pin Koh dell’ETH Zürich e co-autore. “Ciò potrebbe rendere l’etanolo cellulosico un componente fondamentale del futuro delle energie rinnovabili”.