• Articolo , 31 ottobre 2008
  • Biocarburanti: la promessa del butanolo

  • Una nuova start up della California annuncia d’aver messo a punto un procedimento per la produzione di biofuel economico

Produrre butanolo a basso costo dalla biomassa è ciò che si propone la neo nata start up californiana Cobalt Biofuels. Per questo nei suoi laboratori di ricerca ha avviato uno studio sui ceppi batteri di Clostridium, un microorganismo in grado di spezzare e fermentare le molecole degli scarti vegetali, compresi cellulosa, emicellulosa, e l’amido e produrre così una combinazione di butanolo, acetone ed etanolo da separare. La società, che la scorsa settimana ha ricevuto un investimento di 25 milioni di dollari, punta a150.000 litri di bioetanolo l’anno. La scelta di questo carburante è presto detta: possiede il 20% in più di energia rispetto all’etanolo e non richiede speciali infrastrutture per il trasporto, ma può essere spedito utilizzando i normali gasdotti dalla benzina senza modificarli. In realtà sono diverse le aziende che si stanno buttando sulla produzione del butanolo, ma la Cobalt Biofuels è sicura che il suo processo possa essere competitivo rispetto agli altri grazie all’utilizzo di un bioreattore a ciclo chiuso per le biomasse, che riduce i tempi del procedimento più veloce. La società ha dichiarato di essere riuscita a ridurre sia il consumo energetico e quello idrico associati al processo del 75%, il primo con l’impiego di un distillatore a pressione di vapore per separare l’acqua dal butanolo ed il secondo tramite un sistema che depura l’acqua così ottenuta e la rende nuovamente disponibile. Il prossimo passo sarà trasformare questo progetto pilota in un’attività produttiva su scala.