• Articolo , 16 ottobre 2009
  • Biocarburanti: nuovo report Onu per fare luce sulla sostenibilità

  • L’International Panel lancia un’ampia valutazione ambientale su i pro e contro dei combustibili a base di colture alimentari

(Rinnovabili.it) – Nello sviluppo delle potenzialità dei biocarburanti come opzione energetica sostenibile deve necessariamente essere adottato un approccio molto più sofisticato. Ad affermarlo è “Towards Sustainable Production and Use of Resources: Assessing Biofuels”:http://www.unep.fr/scp/rpanel/pdf/Assessing_Biofuels_Full_Report.pdf, il nuovo rapporto dell’Unep(United Nations Environment Programme) curato nello specifico International Panel for Sustainable Resource Management e che cerca di fare maggiore chiarezza su una questione scottante come quella dei biocombustibili. Sulla prima generazione pende ancora una spada di Damocle: il conflitto innescato con la produzione alimentare, in un mondo sempre più affamato, fa della sostenibilità dei carburanti caratteristica irrinunciabile.
L’idea di base della relazione è che i Governi mondiali dovrebbero adattare i biofuel in una strategia globale che prenda in considerazione energia, clima, uso del suolo, acque e agricoltura a patto che la loro distribuzione sia a beneficio della società, dell’economia e dell’ambiente.
Il documento si basa su un esame approfondito delle ricerche pubblicate fino a metà del 2009, nonché sul contributo di esperti indipendenti provenienti da tutto il mondo.
“I biocarburanti non sono né una panacea, né un paria, ma come tutte le tecnologie che rappresentano sia opportunità che sfide”, ha dichiarato Achim Steiner, sotto-segretario generale delle Nazioni Unite e direttore esecutivo dell’Unep. “Pertanto, un dibattito più sofisticato è urgente ed è quello che questa prima relazione intende fornire. Da un lato, si tratta di una discussione su quali colture energetiche debbano essere coltivate, dove e sulle modalità in cui i diversi paesi e le aziende debbano promuoverli e gestirne la produzione, alcune chiaramente a favore del clima, altre molto discutibili”.

Il Panel mette in evidenza alcuni punti:
• la produzione di energia elettrica nelle centrali locali a partire da legno, paglia, oli di semi e da altre colture o materiali di scarto “è generalmente più efficiente rispetto la conversione della biomassa in combustibili liquidi”.
• il suolo, compresi i terreni abbandonati possono essere utilizzati per le colture energetiche, ma una valida opzione è anche rappresentata dal rimboschimento o dalla destinazione degli stessi ad istallazioni solari.
• nel settore dei trasporti, il trasferimento modale e standard di efficienza più elevati e lo sviluppo di tecnologie alternative, come veicoli plug-in potrebbero già ridurre drasticamente le emissioni di per sé.

Secondo quanto riportato dalla relazione alcuni dei biocarburanti incriminati, come l’etanolo dalla canna da zucchero, possono avere impatti positivi in termini di emissioni di gas a effetto serra, portando a riduzioni delle emissioni tra il 70 per cento e oltre 100 per cento quando sostituiti con la benzina. Tuttavia non si può escludere dall’equazione le modalità produttive; il riciclo di terreni abbandonati o degradati sarebbe in questo senso un valore aggiunto, rendendo più appetibile e sostenibile l’opzione biofuel.
Il report, oltre a compiere una panoramica sull’andamento del mercato di settore ed a elencare prodotto per prodotto i singoli pro e contro, fornisce anche delle raccomandazioni ai leader politici e ai governi affinchè prendano in considerazione una serie di misure, tra cui lo sviluppo di standard armonizzati basati su valutazioni del ciclo di vita internazionalmente e la riconsiderazione degli attuali mandati, obiettivi e quote, al fine di limitare la domanda a livelli che possono essere forniti in modo sostenibile, oltre ad adottare politiche che riducano il consumo di carburante nei vari paesi e nuovo impulso alla ricerca destina nata alla seconda generazione.