• Articolo , 5 settembre 2007
  • Biocombustibili: dal cardo il carburante del Mediterraneo

  • Come sfruttare terreni incolti e caratterizzati da scarsità di acqua. Allo studio da parte di un equipe di ricercatori europei

Il sud del vecchio continente potrebbe avere nei terreni abbandonati e ad insufficienza idrica una nuova fonte di ricchezza energetica ed economica; è quanto si propone di dimostrare il progetto comunitario “Biocard – Global process to Improve Cynara Cardunculus”, che vede l’Italia in prima linea nello studio delle potenzialità della pianta del cardo. “Il cardo – ha spiegato Luigi Pari, responsabile del progetto dell’Istituto Sperimentale per la Meccanizzazione agricola (CRA)- ha la caratteristica di poter essere sfruttato su più livelli e di essere una coltura poliennale, i cui costi possono essere dunque ammortizzati nell’arco di 8-10 anni. Inoltre il fatto che la coltura si adatti a terreni con scarsi apporti idrici, contribuisce a far si che non ci sia quella pericolosa concorrenza che oggi spesso esiste tra la filiera agroalimentare e la filiera agroenergetica”. Nell’ambito del progetto il Dipartimento di Ingegneria Chimica, Mineraria e delle Tecnologie Ambientali (DICMA) dell’Università di Bologna si sta occupando di sviluppare i sistemi e le tecniche di produzione di biodiesel dall’olio di semi di cardo. (fonte Ansa)